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Lorenzo Musetti e un febbraio maledetto: tante difficoltà tra infortuni e prestazioni opache

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Quella che Lorenzo Musetti vive puntualmente ogni mese di febbraio è una vera e propria maledizione e se volessimo fare un parallelismo calcistico la potremmo paragonare a quella del ‘9’ del Milan. Non si sa mai chi la potrebbe indossare di anno in anno, ma quel che è certo è che il ‘proprietario’ di quella casacca farà un’immensa fatica dal punto di vista realizzativo. Non ce ne voglia il carrarino, il cui cuore batte per la Juventus, ma per lui il secondo mese dell’anno ha proprio quelle fattezze. E lo conferma, suo malgrado, con il passare delle stagioni. A questo proposito anche il 2025 non fa eccezione, tanto che il n° 17 del ranking ATP farà capolino nel mese di marzo con appena un successo sulle spalle.

Dopo la sconfitta contro Ben Shelton all’Australian Open 2025, infatti, Lorenzo Musetti ha immediatamente vinto all’esordio all’IEB+ Argentina Open 2025 contro Corentin Moutet, il che faceva ben presagire in vista dei restanti giorni di febbraio. A partire dal turno successivo, con il forfait prima di scendere in campo contro Pedro Martinez, si sono ripresentati però alcuni problemi fisici e, a stretto giro di posta, il carrarino ha annunciato la propria decisione di non prendere parte a due tornei consecutivi. Prima la rinuncia al Rio Open presented by Claro 2025 e, successivamente, il ritiro dall’Abierto Mexicano Telcel 2025 di Acapulco, a poche ore dall’esordio. Tutte scelte dettate, ed è giusto metterlo in chiaro, da problemi fisici o dalla necessità di riprendersi del tutto da un infortunio.

Musetti, quanta fatica dal 2022 ad oggi nel mese di febbraio

Lasciando da parte il 2021, in cui si dedicò più che altro al circuito Challenger, i problemi sono partiti dal 2022 per Lorenzo Musetti. In quell’anno esce anzitempo a Chennai e a Rotterdam si arrende ad un modesto – almeno in quel momento storico – Jiri Lehecka. Poi i problemi fisici e il rientro a Dubai con la sconfitta con Novak Djokovic. 12 mesi più tardi la stessa musica. Dopo la deludente battuta d’arresto con Lloyd Harris all’Australian Open, la scelta di volare in Sud America sulla sua terra rossa.

Niente da fare, perché tra Buenos Aires, Rio de Janeiro e Santiago del Cile è autore di tre prestazioni al di sotto delle aspettative, venendo eliminato da Juan Pablo Varillas, Nicolas Jarry e Jaume Munar. Ancor peggio, se possibile, fa nel 2024, con la scelta di abbandonare la sua superficie preferita per provare giustamente a migliorare sul cemento. I risultati però non sono all’altezza: quattro uscite di scena in cui ci mette del suo tra Marsiglia, Rotterdam, Doha e Dubai, per mano di Tomas Machac, Tallon Griekspoor, Zhizhen Zhang e Arthur Cazaux.

Febbraio mese importantissimo

Per un motivo o per l’altro, a conti fatti, febbraio è questo per Lorenzo Musetti. 28 giorni – che si allungano a 29 negli anni bisestili – in cui deve fare a sportellate con la sfortuna e con le brutte prestazioni che sono arrivate negli anni passati per rompere questa maledizione. Eppure dovrebbe essere un mese di fondamentale importanza, nel quale il fatto di raccogliere punti diventa quasi un diktat per i giocatori fuori dai primi 4/5 posti del ranking, per cui invece febbraio è spesso un mese utile a tirare il fiato. È un periodo della stagione in cui c’è il passaggio progressivo dal cemento alla terra e, per un tennista con le sue caratteristiche, l’ideale sarebbe guadagnare un buon bottino per acquisire fiducia in vista di tornei ben più importanti. A questo punto la speranza è riposta nel 2026, ma il n° 17 del mondo dovrà aiutarsi anche un po’ da solo se vorrà cambiare rotta. Sperando che, almeno il prossimo anno, non siano gli infortuni a fermarne la corsa.