Baez vince l’ATP di Rio, piazza qualche record e rivela: “Neanche pensavo di venire qui…”
È un pro del tennis, alto 170 cm, di Buenos Aires, ma non è Diego Schwartzman. Parliamo di Sebastian Baez, che del Peque – dopo l’ultimo match in carriera giocato nella città natale – è l’erede naturale. In campo è una belva, le probabilità di vederlo giocare non un game ma un singolo punto svogliato o come se non gliene importasse sono pari a quelle di vedere un unicorno fare la coda a Wimbledon (ma anche in diversi altri posti). Ne parliamo perché Sebastian ha appena vinto l’ATP 500 di Rio de Janeiro, proprio come aveva fatto un anno fa.
A coronare il successo, l’emozione di ricevere il trofeo dalle manone di Juan Martin del Potro: “È stato un momento speciale” ha detto Sebastian, “e chiudere la settimana in questo modo è una bella foto per ricordarlo”. In Brasile Baez è riuscito dove hanno fallito (finora o definitivamente) Nadal, Alcaraz, Thiem e Ferrer, per citare i nomi più noti. L’impresa in questione è vincere due volte il titolo di Rio. Non il più difficile dei tabelloni, lo abbiamo già detto nella cronaca della finale peraltro dominata a suon di vincenti, 26 dei 65 punti per lui a referto, ma non è neanche colpa sua se il numero 2 del mondo Alexander Zverev sceglie il Golden Swing per 750 punti “facili” e invece se ne va con due quarti di finale, 150 punti. Così, in finale al posto di Sascha c’era Alexandre Muller, autore dell’eliminazione di Joao Fonseca – “un giorno racconterò ai miei figli di averlo battuto sul centrale di Rio” ha detto il francese, “sarà una leggenda dello sport”. Muller ha anche attribuito i suoi successi di inizio stagione al fatto di essersi allenato con Jannik Sinner e, allo stesso modo, Baez ricorda la propria esperienza da sparring partner alle ATP Finals 2018 come qualcosa che gli ha insegnato molto.
Statistiche improbabili
Baez diventa il terzo giocatore quest’anno a replicare un trionfo della passata stagione, dopo Sinner a Melbourne e Humbert a Marsiglia, e ora vanta in bacheca il doppio dei titoli “500” vinti complessivamente da Tsitsipas e Ruud (rispettivamente, zero e uno). Di solito, nella bio di ogni tennista sul sito ATP, viene indicata la superficie preferita, ma evidentemente hanno ritenuto superfluo porgli la domanda: quello appena vinto è il settimo titolo, il sesto sulla terra battuta: quello estraneo risale al 2023, a Winston-Salem. Sul mattone tritato il classe 2000 porta a casa due match su tre, contro il 30% di quelli su erba e duro. In virtù della settimana brasiliana, inoltre, Sebastian è diventato il tennista con più vittorie sul rosso dall’inizio del 2022, la sua prima stagione da top 100.
Maggior numero di vittorie su terra dall’inizio del 2022
Giocatore | W/L | Titoli |
Sebastian Baez | 73-36 | 6 |
Casper Ruud | 71-22 | 6 |
Carlos Alcaraz | 69-11 | 7 |
Alexander Zverev | 63-20 | 2 |
Francisco Cerundolo | 60-34 | 2 |
“Io non ci volevo neanche venire”
Non arrivava da un gran periodo, il nostro, tutt’altro. Sette sconfitte in altrettanti incontri nell’ultimo spicchio del 2024, dal ritiro per infortunio al secondo turno dello US Open fino al match di Coppa Davis, totalmente fuori condizione ma “sacrificato” contro Jannik Sinner per consentire a Cerundolo di giocarsela con Musetti. Altre due uscite all’esordio quest’anno, Auckland contro Diaz Acosta e Australian Open davanti a Cazaux, lo hanno convinto a scendere di livello per ritrovare qualche vittoria. Al Challenger di Rosario si è però fermato in semifinale, al quarto ostacolo, quell’Hugo Dellien battuto invece nelle tre sfide precedenti. Infine. secondo turno a Baires, battuto da Seyboth Wild. Non le condizioni migliori per affrontare la difesa del titolo in Brasile e dei relativi 500 punti in inesorabile scadenza.
A questo proposito, dopo la premiazione ha detto ai media presenti: “Devo raccontare una storia. Non ero sicuro di venire a Rio a causa dei risultati, compreso contro Thiago Wild. mercoledì e giovedì avremmo dovuto decidere cosa fare. Seba [l’allenatore Gutiérrez, per lui una figura paterna, al suo fianco da dieci anni] mi ha detto di tirare fuori l’orgoglio e continuare a lottare, succeda quel succeda, affrontare qualsiasi risultato con coraggio. Abbiamo deciso di venire, io non ero molto sicuro, ed è stata un’ottima decisione come sempre da parte di Guti“. Tra quel “succeda quel che succeda”, tuttavia, nessuno aveva previsto che le difficoltà più grosse arrivassero da una bottiglia:
Confermato dunque il numero 31 ATP che una settimana fa appariva ormai perduto, Sebastian è volato in Cile per una nuova missione che poi è la stessa: difendere il titolo di un anno fa. A Santiago è la terza testa di serie, quindi il bye al primo turno gli permetterà di smaltire le fatiche di Rio e concentrarsi sul nuovo impegno. E poi? Potrà ambire a quella top 10 raggiunta da Schwartzman nel 2020, quando aveva 28 anni? Intanto Baez ha già messo una bandierina al 18° posto meno di un anno fa e, se da un lato ha già tre trofei più di Diego, dall’altro dovrà migliorare la sua resa sul duro per tentare un’impresa impossibile. Ma era considerata tale anche per el Peque.