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C'è un'altra Roma per la rincorsa

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C'è un'altra Roma oltre Dybala . Che magari non entusiasmerà come quando Paulo è in campo ma che inizia a ritagliarsi il suo spazio. Piccolo ma prezioso e soprattutto utile. Perché poi, a livello numerico, i tre punti a vittoria sono sempre uguali: sia che li ottieni con Parma e Monza sia che li guadagni battendo la Lazio al derby.  (...) Quando si parla del lavoro di Claudio ci si sofferma spesso sul-la rinascita di Paredes, Pellegrini, Hummels e Dybala ma c'è di più. Molto di più. Fermiamoci ad esempio alle ultime due gare di campionato con Parma e Mon-za, decise dalla strana coppia Soulé-Shomurodov . Eldor prima di Claudio aveva visto il campo per appena 253 minuti, coppe incluse. Appena due partite dal via (Elfsborg e Union St Gilloise) e 1 gol. Ora, da qualche tempo, non si è capito bene chi è il centravanti titolare tra lui e Dovbyk. Che se non depone a favore di Artem, regala però uno spaccato diverso sull'uzbeko. I quattro gol e tre assist stagionali non faranno stropicciare gli occhi a nessuno ma il fatto di aver giocato titolare con Milan, Napoli e Porto, senza contare le ultime due con Parma e Monza, qualcosa vorrà pur dire. E al di là dei discorsi sull'u-craino, la certezza è che Ranieri si fida di Shomu. Uno che nella Roma arrivò con l'etichetta dei 17,5 milioni spesi (più 2,5 di bonus) per lui da Pinto, che ha giocato poco ma che poi vai a vedere qualcosa di interessante, analizzando i minuti effettivamente giocati, la fa sempre. Sono 2100 spalmati in tre stagioni, l'equivalente di 23 partite abbondanti. Bene, con i suoi 10 gol e 9 assist l'attaccante è riuscito sempre a dire la sua una volta ogni 100 minuti. Percentuali importanti. (...) Prima o poi gli andrà chiesto se in Soulé vede qualcosa del brasiliano. Di certo con lui ha una gran sintonia. A Parma gli ha regalato la sponda dalla quale è nata prima l'espulsione di Leoni e poi la magia di Matias su punizione. L'altra sera, l'argentino si è sdebitato con l'assist (bellissimo) del 2-0 ma soprattutto per la prima volta da quando è a Roma ha dato l'idea di giocare con la mente leggera, sgombra, finalmente a servizio della squadra e non alla ricerca disperata della giocata ad effetto. Come se la rete al Parma lo avesse finalmente liberato da un fardello che si portava dietro. (...)

(Il Messaggero)