Wuhan, vietati la caccia e il consumo di animali selvatici: ma solo per 5 anni
Wuhan, la città epicentro del coronavirus, diventerà un «santuario della fauna selvatica»: le autorità locali hanno stabilito che sono ufficialmente vietati sia il consumo, sia la caccia degli animali selvatici (con poche eccezioni: la ricerca scientifica, la regolamentazione della popolazione, il monitoraggio delle malattie epidemiche e altre circostanze speciali»).
Da quando è emergenza sanitaria, alla Cina sono arrivate molte richieste di abolizione del commercio di fauna selvatica, a cui diversi esperti hanno attribuito la causa della pandemia. Questi nuovi virus, infatti, emergono spesso in situazioni di promiscuità fra animali ed esseri umani: quelli che infettano la fauna possono essere trasmessi all’uomo attraverso un «salto di specie», lo spillover. Non si tratta di un’esclusiva dell’Asia, naturalmente, ma dei contesti dove persone e animali convivono in condizioni igieniche precarie. Ad esempio, un altro coronavirus, Mers, è emerso in Arabia Saudita, e probabilmente è arrivato all’uomo attraverso il cammello. E l’ultima pandemia, quella del 2009, era stata causata da un virus influenzale che pare si sia selezionato in un allevamento intensivo in Messico.
Il coronavirus, secondo le ipotesi, potrebbe essersi propagato nel wet market di Wuhan, chiuso a gennaio, dove si vendevano animali vivi (più di 30 specie tra cui cuccioli di lupi vivi, cicale, scorpioni e zibetti) che venivano macellati sul posto. Questa nuova misura, che è valida dal 13 maggio, rimarrà in vigore per cinque anni, come ha dichiarato il governo di Wuhan. Divieti simili sono già validi nelle città di Pechino, Shenzhen e Zhuhai, ma sono stati resi permanenti.
La scorsa settimana, due province centrali in Cina hanno annunciato i piani di aiuto del governo per gli allevatori della fauna selvatica: a quelli delle province di Hunan e Jiangxi è stata offerta l’opportunità di un risarcimento per il passaggio alla coltivazione di frutta, verdura, piante da tè o erbe per la medicina tradizionale cinese. C’è anche la possibilità di scegliere di allevare altri animali, come maiali e polli.
