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ATP Miami: Medvedev e Mensik vincono in rimonta, Moutet elimina Machac e sfida Sinner

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Altri incontri di secondo turno conclusi al Miami Open presented by Itaù.

[9] D. Medvedev b. [WC] R. Sakamoto 6-7(10) 6-3 6-1

Il nono favorito della manifestazione ha un buon alleato nella battuta ma soffre nella conduzione dello scambio, con Sakamoto che tiene testa e cerca con il rovescio in cross di aprirsi il campo per il colpo vincente. Il tennista russo è favorito nel tie-break che i due raggiungono senza break in virtù della sua dimestichezza con il servizio ma nel corso della sfida è proprio con il colpo di inizio gioco che sorgono problemi.

Due doppi falli complicano il frangente già delicato e lo orientano in direzione del diciannovenne giapponese, che si porta sul 6-4. Qui arriva anche un suo doppio errore che riappaia i duellanti a quota sei; Daniil annulla altri due setpoint e ne fallisce uno, prima di arrendersi al punto numero 22. La wild card nipponica va estremamente vicino al break nel terzo game del secondo set ma qui con mestiere Medvedev evita una capitolazione molto delicata.

Quattro palle-break evaporano e qualcosa si incrina nell’atteggiamento positivo di Sakamoto, mentre il moscovita sta già lavorando per arrestare l’emorragia di dritti fuori misura che lo ha ostacolato nella frazione precedente. Daniil ottiene il primo break del match sul punteggio di 3-2 e da lì in poi la strada per il successo nel secondo parziale risulta spianata.

Sullo score di un set per ciascuno Medvedev diviene ancora più impermeabile in sede di resistenza da fondo campo: anche quando è ben piazzato vicino alla linea di fondo, il ragazzo giapponese deve spingere oltre i propri limiti perché Medvedev rimanda colpi competitivi e non consente alcun affondo comodo. Sakamoto sbaglia spesso mentre Daniil continua a migliorare con il dritto, risorsa in panne nel primo set ma poi in costante crescita di efficacia.

Medvedev arriva fino al 4-0 con due palle-break consecutive per la cinquina quando il giovane asiatico cala il poker che lo salva dall’ormai possibile cappotto. Il contrattempo non frena ulteriormente il numero 10 del computer, che non trova più resistenza quando cerca la stoccata e chiude al settimo game con un terzo break nel set decisivo: nei sedicesimi per lui c’è un argentino, Tirante o Francisco Cerundolo.

A. Tabilo b. [15] A. Rublev 7-6(5) 2-6

Andrey Rublev si merita il primo set al tie-break perché annulla con coraggio l’unica palla-break nei primi dodici game della partita, sul 5-6, e durante lo shootout si mostra parimenti più aggressivo di Alejandro Tabilo, più condizionato nell’atteggiamento difensivo dal buon utilizzo del dritto da parte del russo. Tabilo si affida ad azioni più estemporanee, in contrattacco, ma subisce l’esuberanza di Andrey, che vince il set approfittando di un doppio falle del rivale sul setpoint.

Tabilo sceglie così di essere più aggressivo e chiede al suo potente dritto di aprirgli la strada nelle difese del russo; Rublev inizia a penare in uscita dalla battuta e cede il servizio sull’1-1 nella seconda frazione. Il mutato atteggiamento premia il tennista sudamericano con un altro break sul 4-2, la sua azione con il dritto mancino sul rovescio del moscovita genera crepe nelle difese e sfiducia nell’animo del furente Andrey, che subisce il 2-6 definitivo. Il servizio e il dritto dell’atleta cileno sono assoluti protagonisti della sua riscossa e lo sorreggono anche nelle fasi iniziali del decider, quando Tabilo toglie la battuta al russo al termine del terzo game.

Rublev si tiene in scia fino al 4-5 ma Alejandro nel successivo turno alla battuta aziona il suo dritto dalla mille possibilità e mette a segno un passante in corsa straordinario, punto bellissimo che precede di poco il matchpoint: servizio vincente e sedicesimo di finale con lo statunitense Michelsen, che impiega due ore e 38 minuti per piegare le ambizioni di Cameron Norrie con il tabellone che al termine dice 7-5 6-7(4) 6-4.

[12] J. Mensik b.  [Q] A. Walton 3-6 6-2 6-4

Non si lascia suggestionare il ventiseienne australiano Adam Walton quando Jakub Mensik vince nettamente il secondo set, dopo che lui si era aggiudicato il primo in nove game. Il favorito ceco non è supportato dalla continuità e alterna belle soluzioni a errori di misura piuttosto gravi, Walton sa resistere in palleggio fino allo sbaglio del rivale e con il dritto in cross annoia con intelligenza il numero 12 del tabellone.

Il tennista oceanico sembra poter avere la meglio nel terzo gioco del set decisivo e con il servizio a disposizione assomma ben cinque palle-game, ma Jakub infonde tutta la pazienza possibile per rimanere nel set e la professione di umiltà viene premiata con il break. Il giovane moravo sta crescendo con il suo colpo più sicuro, ovvero il rovescio, la cui soluzione dal centro verso sinistra è risorsa tattica di grande valore per imprimere allo scambio la direzione desiderata da Mensik.

Il suo revers lampeggia peraltro anche in cross e la sicurezza con cui lo spinge nel campo avverso rende la misura del livello di tranquillità raggiunto, nonostante il suo rivale non soffra ulteriori cedimenti alla battuta. Sul 5-4 in proprio favore Mensik si impone a zero e chiude il match con appunto un rovescio in cross strepitoso. Per lui nei sedicesimi ecco Cazaux o Tiafoe.

[7] F. Auger-Aliassime b. M. Fucsovics 7-6(3) 7-5

Due ore e dieci minuti sono serviti alla testa di serie canadese per eliminare Marton Fucsovics, protagonista di una prestazione convincente per vigore atletico ma anche per qualità delle sue risorse. Il possente magiaro ha dimostrato di poter reggere la cadenza del top ten nordamericano sulle diagonali e nello specifico anche su quella del rovescio tagliato, esercizio che ben conosce e applica.

Fucsovics sa anche rimediare immediatamente a un break nel primo set, ma il tie-break finale lo vede sconfitto piuttosto nettamente. Nella seconda frazione Marton ha il rammarico di non concretizzare almeno una delle sei chance di break nel terzo game, che si avvera, ma per Aliassime, nel sesto.  Il tennista ungherese rimedia di nuovo ma non sa resistere ai contrattacchi del canadese e cede il servizio e la partita sul 5-6.

[30] C. Moutet b. T. Machac 6-0 1-6 6-4

Corentin Moutet esce vincitore da un match con Tomas Machac che cambia radicalmente padrone dal primo al secondo set, con il francese che, dopo aver inflitto sei game consecutivi, ne vince un altro per poi cedere a sua volta una serie di sei.

Entrambi si dimostrano solidi alla battuta anche nel set decisivo, il più equilibrato, e il francese rompe a proprio favore l’equilibrio con il break al terzo game; Corentin chiude la faccenda al decimo gioco e si iscrive al sedicesimo di finale già riempito da Jannik Sinner.