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Short Track, l’Italia chiude una stagione eccezionale con uno splendido Mondiale

I Mondiali sono stati la perfetta chiusura di una stagione veramente eccezionale per lo short track azzurro. Dopo le Olimpiadi, l’Italia è riuscita a confermarsi e anzi ha fatto ancora meglio dei Giochi casalinghi, andando a conquistare ben sei medaglie. Un bottino che è quasi un record per la spedizione italiana, che solamente nel 1996 era riuscita a fare meglio, quando le medaglie erano state ben sette.

Proprio come a Milano Cortina 2026, la medaglia dal metallo più prezioso arriva ancora dalla staffetta mista. L’Italia si prende tutto, dal titolo olimpico a quello mondiale, con gli azzurri ancora una volta fenomenali. Rispetto ai Giochi c’era Chiara Betti al posto di Arianna Fontana, mentre confermatissimi Elisa Confortola, Thomas Nadalini e Pietro Sighel, che si regala la grande gioia del suo Mondiale, con un sorpasso fenomenale a due curve dalla fine proprio sul Canada padrone di casa.

Restando in ambito staffette sono arrivate altre due medaglie, l’argento con il quartetto femminile e il bronzo con quello maschile. Tra le donne si è sognato anche un incredibile titolo iridato, con l’Olanda di Velzeboer che è passata al comando solo all’ultimo giro. Una gara comunque sontuosa di Elisa Confortola, Arianna Sighel, Chiara Betti e Gloria Ioriatti, che ha dato un contributo fondamentale e che probabilmente è stata la migliore delle azzurre in finale con due sorpassi che avevano portato la squadra azzurra in testa nelle ultimissime tornate.

La staffetta maschile, invece, è abbonata al terzo posto in questa stagione. Un cambio rispetto ai Giochi con l’ingresso di Lorenzo Previtali al posto di Andrea Cassinelli. Purtroppo proprio il 20enne di Merate è caduto nelle fasi concitate della gara, con l’Italia che ha poi chiuso quarta. La fortuna questa volta ci ha sorriso, perché è arrivata una squalifica (doveva essere del Canada ed invece inspiegabilmente i giudici hanno punito la Corea del Sud), permettendo così all’Italia di prendersi una medaglia che comunque è meritata per tutto il cammino fatto in questa lunga stagione.

Sicuramente è stato il Mondiale della conferma di Elisa Confortola, Thomas Nadalini e Chiara Betti. Per loro è arrivata la gioia della prima medaglia individuale iridata della carriera. Un risultato che va a suggellare una stagione veramente importante, dove si è vista una crescita costante gara dopo gara (per Betti forse anche al di sopra delle aspettative per rapidità). Tre nomi che sicuramente saranno punti di riferimento nel prossimo quadriennio olimpico.

Si chiude poi con Pietro Sighel, che resta comunque sempre il faro della squadra azzurra. Come alle Olimpiadi è mancata anche un po’ di fortuna al trentino in questi Mondiali e forse anche un po’ di brillantezza fisica. Protagonista comunque indiscusso nella mista, Pietro ha subito ancora un’ingiustizia nei 500 metri dove si è visto togliere la possibilità di essere ripescato come miglior terzo per un avanzamento molto discutibile dell’olandese van ‘T Wout. Sighel resta un talento cristallino, un fenomeno incredibile di questo sport e non c’è il minimo dubbio che saprà togliersi nuove soddisfazioni individuali già dalla prossima stagione.