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Indian Wells, Cobolli: “Imparo tantissimo da lei”. Bencic: “Flavio ha conquistato il cuore di mia figlia”

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“Me l’ha chiesto lei di giocare insieme, scusate se lo dico”, “no no, è vero”. Flavio Cobolli svela chi ha cercato chi nel team building con Belinda Bencic che ha forgiato la coppia vincitrice del torneo di doppio misto del BNP Paribas Open di Indian Wells. Forse avrebbe potuto mantenere riserbo in merito a questo particolare ma la vittoria finale cancella ogni questione sulla forma e il tennista romano come vedremo si rifarà ampiamente, per cominciare quando aggiunge che “dopo l’esibizione giocata insieme in Cina, ho sentito delle buone vibrazioni che mi possono aiutare anche nei tornei di singolare”.

Cobbo non si ferma prima che comincino le domande vere e proprie: “Avevo qualche problema al polso, abbiamo aspettato fino all’ultimo prima di firmare, quando i problemi sono scomparsi. Lei è sempre stata dolcissima con me, non come sua figlia (sorride)! In realtà sono felice di aver potuto ancora giocare con lei. Qui è sempre un teatro importante, posso imparare molto da lei, una vera campionessa che sa giocare in maniera incredibile e che presto potrà competere anche per un torneo come questo, in singolare”. “Grazie!”, è la risposta di Belinda, tra le risate.

D: Belinda è chiaro che si scherza, ma hai qualcosa da raccontarci in merito alle parole di Flavio su tua figlia?
Belinda Bencic: “Lei è in quella fase di grande timidezza ma Flavio ci sa fare davvero con i bambini e quindi si sta entrando nel suo cuore, lentamente”.

D: Flavio, hai visto giocare lei dalla panchina quando la Svizzera ha superato l’Italia in United Cup. È stato meglio averla in squadra insieme, questa volta?
Flavio Cobolli: “Sono stato fortunato oggi di averla con me, quando è nell’altro team mi fa paura”.

D: Come avete fatto a sviluppare così rapidamente la vostra intesa? Giocate davvero bene insieme!
Belinda Bencic:A volte hai a che fare con grandi campioni ma manca la giusta chimica. Noi invece, dopo un buon doppio in Cina abbiamo avvertito subito questo legame naturale; lui in questo torneo ha giocato benissimo, ha fatto tutto nella maniera giusta. È bello avere al tuo fianco una persona con cui ti intendi anche senza parlare, con cui ci si supporta vicendevolmente”.

D: Cosa nello specifico hai imparato giocando con Belinda?
Flavio Cobolli: L’ho conosciuta fuori dal campo e ho visto come sa cambiare quando scende in campo. Sa focalizzarsi sul match, lo sguardo, tutto è diverso. Io ogni tanto perdo la concentrazione ma con lei vicino questo non succede. Ho parlato di lei con mio padre, su come si allena. Certo anche lei può prendere qualcosa da me, ma sono di più le cose che posso imparare io da lei”.

L’intesa, insomma, è altissima ed entrambi, pur riconoscendo che gli impegni in singolare hanno la precedenza, sono pronti a ritrovarsi dalla stessa parte del campo. Belinda guarda avanti: “Questi tornei, come quello dello scorso settembre allo US Open, sono ottime occasioni per giocare tra di noi. Credo che presto ce ne sarà uno a Roma, mi auguro di poterlo disputare. Sarebbe bellissimo”.