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Ambesi: “C’è stato un momento in cui Sinner mi è sembrato fisicamente in affanno. Fonseca ricorda Del Potro”

Doppio appuntamento azzurro nella serata/nottata italiana in quel di Indian Wells. In singolare sul cemento statunitense abbiamo visto in scena Jannik Sinner, convincente contro il forte brasiliano Joao Fonseca, e Jasmine Paolini, sconfitta agli ottavi di finale dalla giovane britannica Talia Gibson. Andiamo a leggere il commento di Massimiliano Ambesi su Tennismania.

Su Paolini: “Tanti addetti ai lavori, adesso non faccio riferimento ai tifosi, ci mancherebbe, però leggo tanti articoli qua e là di addetti ai lavori a vario titolo che sottopongono dei dubbi riguardo a tante scelte fatte in tempi recenti. Poi i risultati non danno torto a Paolini in alcuna maniera, perché la passata stagione è stata di alto profilo, ma questa era sicuramente un’occasione ghiotta per provare ad arrivare in semifinale in un Masters 1000 sul cemento più importante in assoluto. Ieri nel terzo set è sostanzialmente sparita dal campo, ecco. Che Paolini tirasse la prima a 140 o a 165 beccava un vincente dall’altra sistematicamente”.

L’avversaria di Paolini: Però cosa puoi fare quando una sul servizio ti tira due volte su tre un vincente, o comunque ti mette in grande difficoltà, non la puoi muovere, non puoi non puoi fare niente. Per tirare così tanti vincenti a risposta, vuol dire che la ragazza ha qualità su quel fondamentale“. 

Sulla partita di Sinner: “Oggettivamente, sul suo servizio Sinner concede una palla break nel primo gioco, che è il primo gioco, e poi quel break a zero quando serve per chiudere il secondo set. Nel mezzo, problemi non ne ha sostanzialmente mai avuti”.

Anche se: “C’è stata quella parentesi di 3 giochi dove subisce il parziale di 12-2 e ti dà la sensazione di essere in affanno fisicamente”.  

Su Fonseca: “Lo scorso anno era molto più eccessivo su alcune cose. Dopo 12 mesi è più contenuto, più focalizzato su ciò che conta: essere sul punto, giocare il punto, capire come giocarlo. Lo scorso anno aveva momenti di assenza per stare dietro al pubblico e simili. Ogni tanto gli capita di esultare sull’errore dell’avversario, ma qui torniamo al discorso del fair play esagerato nel tennis. Comunque mi sembra diverso come atteggiamento in campo ed è anche cresciuto”.

Il paragone con l’argentino Del Potro: “Guardando il dritto mi è venuto tante volte quel pensiero del dritto del miglior Del Potro”. 

Sul discorso di Alcaraz: “Mi sento di prendere le sue parti. In una conferenza stampa neanche troppo serio ha buttato lì la cosa degli avversari che appaiono Federer”. 

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