Chi è Bam Adebayo, il centro dei Miami Heat capace di segnare 83 punti in una partita, battendo Kobe Briant
Etichettato come ottimo difensore e giocatore di sistema, a Bam Adebayo è bastata una notte per cambiare la sua carriera e la storia dell’NBA. “Quindi siamo io, Wilt e Kobe: mi sembra una cosa da pazzi“. Meglio degli 81 di Bryant, dietro solo ai 100 di Chamberlain. La clamorosa prestazione da 83 punti (nella vittoria contro i Washington Wizards per 150-129) vale al centro dei Miami Heat il secondo posto nella classifica delle migliori prestazioni offensive di sempre. “Per me si è trattato solo di rimanere concentrato e di continuare a giocare con la sensazione di poter combinare qualcosa di davvero speciale”. Al 20/43 complessivo dal campo si è aggiunto il 7/22 da tre e il 36/43 dai tiri liberi. Mica male per uno che sa “solo” stoppare e prendere rimbalzi.
I primi segnali di una notte speciale arrivano già nei primi 10’: Adebayo ne mette 31. Da quel momento tutta la squadra gioca per lui. Prima arriva il record di franchigia (che apparteneva a LeBron James capace di segnare 61 punti nel 2014 contro i Charlotte Bobcats), poi la gioia condivisa con la compagna A’ja Wilson, superstar WNBA delle Las Vegas Aces per un traguardo surreale. “Vale tutte le ore spese in allenamento, le cose che ci diciamo, come mi motiva e mi ispira. Sono fortunato ad averla nella mia vita”. Raddoppiato il suo record personale di punti segnati in una singola partita (41 Brooklyn Nets il 23 gennaio 2021), il traguardo storico è arrivato grazie anche alla complicità dei compagni di squadra. “Sono momenti speciali – ha dichiarato coach Erik Spoelstra in conferenza stampa -. Quando è arrivato a 31 in un quarto mi sono detto ok, magari ne fa 50. Poi abbiamo alzato l’asticella e ho pensato che potesse battere Kobe, anche perché Bam é un giocatore completo, che fa canestro in molti modi. Vi posso dire che nell’ultimo periodo sono stato più un tifoso che un coach. Anche se pensavo a dare a Bam più possessi possibile, arrivando a fare fallo sistematico, oltre a metterlo nella migliore condizione per avere buoni tiri, nonostante i raddoppi di Washington“. E così è stato. Una “mossa” che gli avversari non hanno gradito. Ma alla fine il record è arrivato. “Ringrazio il Signore, mia mamma, la mia famiglia, questi compagni pazzeschi e coach Spoelstra, che ha fatto di tutto per mettermi nelle migliori condizioni, giocando solo per me. Alla fine non è stato facile perché venivo triplicato, ma abbiamo fatto la storia”. Il record arriva nel momento e nei modi più inaspettati. C’è chi pensa sia arrivato pure per la persona sbagliata e meno adeguata. “Non ce l’ha fatta Michael Jordan, perché dovrebbe segnarne 83 proprio Adebayo?”.
Dalla roulotte fatiscente al record NBA: chi è Bam Adebayo
L’abbraccio più sincero è quello a bordocampo con mamma Marylin. “Nella cover del cellulare c’è la foto della mia vecchia casa. Quella dove vivevamo con mamma. Porto sempre la foto con me: mi ricorda da dove vengo e dove non voglio più tornare. Mi aiuta ad essere sempre motivato, a lavorare duro”. Nato nel New Jersey da genitori nigeriani e americani, l’infanzia di Eldrice Femi Adebayo non è di quelle comode. Il giovane Bam e la madre vengono abbandonati dal papà: il trasloco in North Carolina è l’inizio di una vita fatta di sacrifici e di sveglie programmate alle 5.30 per andare a lavorare. Mentre Marylin lavorava come cassiera, Adebayo – tra le difficoltà finanziare – costruiva il proprio futuro tra i banchi di scuola. Sicuramente il più lontano possibile da quella fatiscente roulette dove tutte le mattine rimaneva incollato davanti alla tv per vedere i Flintstones (nasce proprio da quel cartone animato e dal personaggio Bamm-Bamm Rubble il soprannome “Bam”).
Il primo incontro con la pallacanestro arriva quasi per caso qualche anno più tardi: il cugino lo convince a seguirlo per un provino al liceo. Bam supera (ovviamente) la prova e con la Northside High School dopo appena un anno è il protagonista assoluto. Con 32 punti e 21 rimbalzi di media l’America inizia a parlare di lui come prospetto numero 1 della classe draft 2016. Il primo lungo stop arriva nel suo ultimo anno da liceale: Adebayo si rompe il crociato anteriore. Le sue quotazioni per un futuro da superstar in NBA si abbassano. Ma dopo un anno in NCAA con Kentucky, Adebayo viene pescato dai Miami Heat nel 2017 alla numero 14. Arrivano i primi soldi, Bam compra una casa per sua madre e in pochi anni diventa l’uomo franchigia della Florida. A parlare così bene di lui è una leggenda degli Heat, Alonzo Mourning: “So che sarà il miglior giocatore nella nostra squadra. Lo so perché conosco la sua etica del lavoro, e la metto insieme al talento che Dio gli ha donato. Non voglio mettere pressione su di lui, dico semplicemente che porterà la nostra squadra alla terra promessa, e che un giorno la sua maglia sarà lassù, appesa al soffitto e lui sarà uno dei grandi ad aver giocato per Miami”. Adebayo continua a crescere in entrambi i lati del campo, viene convocato per tre volte all’All-Star Game, entra per 5 volte nei migliori quintetti difensivi della stagione e si toglie lo sfizio di vincere per ben due volte l’oro alle Olimpiadi con gli USA. Oggi la prova da leggenda.
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