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WTA Indian Wells, Paolini: “Sono contenta di come ho giocato nel terzo, senza dubbi”

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Innanzitutto complimenti. Bella cucinata là fuori, eh. Alla fine MasterChef l’hai vinto te…
JASMINE PAOLINI: “Sì, tra il sole e l’aria secca mi sento veramente con bisogno di un chilo di crema. È stato un match duro e lei spinge bene, ti mette pressione: appena tiri una palla più corta cerca di prendere il campo con il lungolinea, insomma non è facile giocare contro di lei. Però sono contenta di come ho iniziato il terzo set, cercando di essere più aggressiva dall’inizio, con meno dubbi, spingere la palla, ed è andata bene. Forse anche fisicamente mi sentivo meglio e nel terzo ho messo la freccia, si è visto.”

C’è stato un momento nel match in cui eri un attimo in difficoltà. Io sono sempre curioso di questa cosa: come cambiate dall’essere una coppia di doppio al momento in cui Sara [Errani] ti dà il consiglio da fuori. Per esempio oggi, in che maniera, secondo te, è stata capace di incidere Sara? E com’è la vostra dinamica?
JASMINE PAOLINI: “Secondo me mi ha aiutato soprattutto in risposta, perché io a volte tendo a muovermi all’indietro quando rispondo e ad aprire ancora di più gli angoli. È una cosa che avevamo visto con Sara e con Danilo [Pizzorno]: cercare di fare lo step in avanti, e quindi me l’ha ricordato, perché a volte, presa dalla partita, cerco solo di rispondere e vado indietro. Poi mi ha detto anche di trovare lunghezza, soprattutto dalla parte del dritto sul suo dritto, perché alla fine se giocavo corto col dritto lei giocava bene. Quindi era fondamentale, e poi di metterci energia: quella è una cosa che mi ripeto anch’io. Sono state queste le cose principali.”

Senti, parlavi prima coi colleghi inglesi della prossima avversaria [Talia Gibson]. C’hai giocato in doppio, avevo dato un’occhiata anch’io alla partita con Tauson, questa Mena. Come la imposti contro una che sai come gioca un pochettino, spinge, è in palla; se questi campi magari la neutralizzano un minimo, poi te la giochi sulla geometria?
JASMINE PAOLINI: “Sarà fondamentale, secondo me, la lunghezza di palla, come lo è stato anche oggi. Quando riuscivo a trovare lunghezza mi arrivava comunque una palla dopo da spingere e a questo livello anche un metro è fondamentale. Lei mi ricordo che serve molto bene, risponde anche bene e gioca una palla abbastanza piatta. Non l’ho mai vista in singolare, però penso che sia più o meno uguale, quella tipologia di giocatrice lì. Forse è un po’ più potente di Ajla, ma non lo so. Ajla alla fine oggi credo che abbia servito bene anche le seconde, soprattutto, quindi avevo poca possibilità. Sarà fondamentale quello che ho detto: trovare profondità e appena ho la possibilità cercare di muoverla.”

Giusto un’ultima cosa, sempre sul team. Con Federico [Gaio] come va? Anche lui adesso ha un ruolo un po’ più non solo di aiuto tecnico…
JASMINE PAOLINI: “Diciamo che siamo un bel gruppo, ci troviamo bene, quindi questo è importante. Cerco anche di staccare un po’ fuori dal campo. È stato un mese un po’ di alti e bassi, quindi è importante fare anche cose fuori dal campo, divertirsi.”

Che fate di bello da queste parti qua?
JASMINE PAOLINI: “Ora abbiamo la casa, quindi si va a fare la spesa tutti i giorni. Ci divertiamo con momenti di vita quotidiana normale.”

E chi cucina?
JASMINE PAOLINI: “Il fisio. Per ora il fisio: noi aiutiamo, tutto il team aiuta, ma il fisio è il main chef.”

Domanda un po’ più frivola. Hanno chiesto a Rina come fa a giocare con l’anello.
JASMINE PAOLINI: “Oggi l’ho vista mentre si riscaldava, è bello grosso.”
MA a parte la dimensione dell’oggetto, è una cosa molto personale e io non riesco a pensare come si possa tenere la racchetta con un anello. Tu che tipo di sensazioni hai con anelli e monili? Vedo giocatrici con orecchini anche abbastanza vistosi…
JASMINE PAOLINI: “Non lo so, secondo me è molto personale. La collanina a me non dà fastidio, col braccialetto faccio già un po’ più fatica, quindi gli orecchini mi immagino che nei capelli a me si attaccherebbero ovunque. L’anello sinceramente non ci ho mai pensato, però probabilmente è una cosa che io personalmente forse mi toglierei, ma magari invece non dà noia.”