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“Aspettando Penelope” di Carnieletto: la forza di «una bellezza divina» contro l’isteria del politicamente corretto

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Se c’è una donna che rappresenta il fascino della femminilità, quella è proprio Penelope. Moglie di Ulisse, condottiero avventuroso e sovrano di Itaca, che dopo vent’anni torna a casa e ritrova la sua amata pronta ad accoglierlo dopo un mare di affanni. Come spiega il giornalista de La Verità Matteo Carnieletto nel suo libro Aspettando Penelope. Riscoprire la divinità femminile oltre l’isteria del politicamente corretto,  edito da Passaggio al bosco, la regina e consorte di Ulisse ha tutte le qualità che farebbero innamorare un uomo: bella, saggia e intelligente. Caratteristiche incredibili che, al contrario di quanto scriveva Margaret Atwood, non la rendono un pezzo di carne avvolto nell’oro, ma una vera e propria protagonista dell’Odissea. Sia lei che il marito sono complementari e persino nella lontananza riescono a camminare insieme, avvertono la propria presenza anche se lontani: anime inseparabili che conoscono il vero significato di quell’amore puro che connette l’intimità con la mentalità.

“Aspettando Penelope” di Matteo Carnieletto: una donna saggia che conosce il significato dell’amore

Penelope è una donna che fa e disfa la tela per ingannare i proci, a cui non la darebbe mai vinta. Leale al solo amore del marito Ulisse, che ha saputo vedere in lei un’amica ancor prima che una moglie. E così è stato anche per lei. Oltre all’intelletto, che è sacro, la consorte del re di Itaca possiede quella che Carnieletto considera «una bellezza divina» che «è fatta di consapevolezza e di alterità». Nel libro appare come una donna forte e intraprendente, che cura il regno affidatole dal marito assente e troppo occupato ad affrontare enormi prove di coraggio per ricongiungersi a lei.

Penelope non è quindi un personaggio secondario da mettere all’angolo, relegandola semplicemente a una presenza marginale dell’Odissea, ma un vero e proprio simbolo di grande classe morale. Il libro dell’autore ci ricorda che «uomini e donne non sono nemici», come recita uno dei motti dell’evento “Fenix” organizzato da Gioventù nazionale nel 2025 a Roma, ma soggetti che si completano a vicenda. Riscoprire Penelope vuol dire abbattere i muri del politicamente corretto e della retorica femminista moderna.

L'articolo “Aspettando Penelope” di Carnieletto: la forza di «una bellezza divina» contro l’isteria del politicamente corretto sembra essere il primo su Secolo d'Italia.