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Bublik: “Ammiro i Big Three, ma non siamo amici. Con Alcaraz e Sinner è più facile”

Nell’ultimo anno sembra aver finalmente trovato la chiave di volta per far sì che il suo talento cristallino e la continuità di rendimento riescano finalmente ad andare d’accordo. Alexander Bublik ha conquistato cinque trofei, un bottino che racconta solo in parte la sua evoluzione. Il kazako sembra aver trovato finalmente quella solidità mentale sempre mancata e grazie a cui è arrivato tra i primi dieci del mondo.

La differenza con i Big Three e il duo Sinner-Alcaraz: “Ammiravo i ‘Big Three’, ma non siamo amici. Con Carlos e Jannik, il legame è un po’ più facile perché ero già lì quando sono arrivati. Portano un tocco fantastico al gioco. Carlos è una star, un ragazzo divertente e molto chiassoso. Jannik è più riservato, almeno in campo, perché fuori dal campo è piuttosto gentile. È fantastico affrontarli entrambi e sfidarli a volte”.

Il desiderio di spingersi verso nuovi traguardi: “Quando ho vinto, ero molto felice perché mi sono reso conto di essere tra i primi 10, ma poi mi sono sentito paralizzato. Ho pensato: ‘Cosa dovrei fare adesso?’. La prima cosa che ho detto quando ho visto la mia squadra fuori dal campo è stata: ‘Ragazzi, congratulazioni, ma quali sono gli obiettivi ora? Dobbiamo resettarci un po’ e vedere cosa possiamo ottenere

Le prospettive per i prossimi mesi: “Non difenderò praticamente nulla fino al Roland-Garros. Perché non provare a salire il più in alto possibile? Se non funziona, ho già raggiunto l’obiettivo principale, poi si vedrà. Ma per ora, si tratta di vincere più partite possibili, giocare bene e giocare con costanza”.