A febbraio torna a crescere l’inflazione: +1,6%. E il “carrello della spesa” sale a +2,2%
Torna ad aumentare il tasso di crescita del cosiddetto carrello della spesa, che raggruppa i beni alimentari, per la cura della casa e della persona: a febbraio he registrato una crescita su base annua del 2,2% (da +1,9% di gennaio). A indicarlo è l’Istat nella stima provvisoria dei prezzi al consumo. L‘inflazione su base annua segna +1,6%, dal +1% del mese prima, e quella di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, evidenzia “una risalita (prezzi da +1,7% a +2,4%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,9% a +2,5%)”.
“Una Caporetto per le famiglie! Il rialzo dell’inflazione, che decolla sia su base tendenziale che congiunturale, dove addirittura raddoppia dal +0,4% di gennaio al +0,8%, è di una gravità inaudita”, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “E’ incredibile che l’inflazione non sia mai stata sotto controllo nonostante da mesi vi fossero tutte le condizioni per un drastico calo dei prezzi, soprattutto visto che ora è sopraggiunto il rischio fondato che quanto sta accadendo in Iran si traduca in una nuova esplosione dei prezzi come dopo l’invasione dell’Ucraina”. “Chiediamo subito al Governo Meloni”, è l’auspicio, “di fare come il Governo Draghi, che immediatamente ridusse di 25 cent le accise sui carburanti e intervenne su luce e gas, azzerando oneri di sistema e abbassando l’Iva sul gas. Si tratta, infatti, non solo di costi che rischiano di diventare proibitivi per le famiglie, ma anche di costi di produzione (luce e gas) e di distribuzione (carburanti) di tutte le imprese ed esercizi commerciali” e prosegue: “In media, per una famiglia la batosta, su base annua, è di 327 euro, 166 per mangiare e bere”, conclude Dona.
L’Adoc, l’Associazione Nazionale per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori promossa dalla UIL, dal canto suo scrive in una nota: “A preoccupare è soprattutto la risalita dei prezzi del “carrello della spesa” che sale al 2,2% dall’1,9% e l’impennata dei costi nel settore dei trasporti (+3%) e degli alimentari non lavorati (+3,6%). Nella nota, pubblicata dall’Adoc, si legge: “Abbiamo espresso, in un’audizione sul dl bollette alla X Commissione della Camera, profonda insoddisfazione per il dl bollette, ritenendo le misure previste dal Governo parziali, socialmente inique e che non tutelano adeguatamente le famiglie a reddito medio-basso e i lavoratori poveri”, e aggiunge : “Chiediamo una riduzione stabile dell’IVA ai minimi UE, il trasferimento degli oneri di sistema dalla bolletta alla fiscalità generale per rispettare il principio di capacità contributiva e l’estensione del Bonus Energia a una platea più vasta, includendo le famiglie con ISEE fino a 20.000 euro per evitare ingiuste fratture sociali“.
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