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F1 e MotoGP, i rischi legati alla guerra. Previste gare in Medio Oriente ad aprile, ma si faranno?

L’attuale situazione di guerra in Medio Oriente sta cominciando ad avere ripercussioni concrete anche in ambito sportivo. Per esempio, le tappe di Coppa del Mondo di scherma programmate per il 6-8 marzo sono state cancellate dalla Federazione Internazionale. Si temeva che, a causa della chiusura degli spazi aerei nell’area del Golfo Persico, atleti e tecnici non potessero raggiungere le sedi di gara preposte, compresa Padova, oppure non poter fare rientro nei propri Paesi.

La F1 e la MotoGP, sport di respiro globale, rischiano di essere pesantemente condizionate dal conflitto armato. Quali sono le prospettive delle due massime categorie motoristiche? Ad alimentare l’incertezza, ci sono le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump che ha affermato come le operazioni militari potrebbero durare almeno un mese. Alcuni analisti si sono spinti ad affermare che questa previsione possa addirittura essere ottimista.

Il Circus ha confermato il Gran Premio d’Australia (8 marzo), dopodiché resterà in Estremo Oriente (il 15 marzo si corre in Cina e il 29 marzo in Giappone). Il Motomondiale andrà dall’altra parte del mondo, poiché gareggerà in Brasile (22 marzo) e Texas (29). Tuttavia, nel mese di aprile, ci sono appuntamenti a forte rischio.

Il quarto e quinto round stagionale di Formula 1 sono programmati  in Bahrain e Arabia Saudita, rispettivamente nei weekend del 10-12 e 17-19 aprile. Negli stessi giorni, ossa dal 10 al 12 aprile, la MotoGP dovrebbe essere impegnata in Qatar. Come si può facilmente evincere, ora come ora sarebbe impossibile competere a Sakhir, Jeddah e Lusail, località potenzialmente nel mirino dell’apparato bellico iraniano.

La situazione non ha precedenti, poiché ai tempi dell’ultima crisi internazionale di questa portata in Medio Oriente – quella legata alla guerra in Iraq del 2003 – il Motorsport non aveva ancora eventi o interessi così forti nella zona del Golfo Persico. Difatti, chi rischia di più è il World Endurance Championship, la cui ouverture è programmata a fine marzo in Qatar.

Non resta che attendere l’evoluzione degli eventi, consci di come l’ambito sportivo sia secondario rispetto a quello politico, sociale ed economico. Cionondimeno, la possibilità di gareggiare o meno in Arabia e nei vari Emirati, rappresenterebbe lo specchio dell’andamento dei fatti.