“Ci vuole tanto per costruire qualcosa e basta un attimo per distruggere tutto”: l’allarme di Vanoli dopo il crollo della Fiorentina
“È necessario che i calciatori si facciano un bell’esame di coscienza“. Si racchiude in queste parole la rabbia di Paolo Vanoli per la prestazione della sua Fiorentina contro l’Udinese. Nel posticipo della 27esima giornata di Serie A, la viola è crollata al Bluenergy Stadium, battuta dall’Udinese con un netto 3-0 grazie ai gol di Kabasele al 10′, Davis su rigore al 64′ e Buksa al 94′. La classifica parla chiaro: nonostante venisse da due successi consecutivi, la Fiorentina è ancora in zona retrocessione, terz’ultima a pari merito con Lecce e Cremonese a quota 24 punti. Per questo il tecnico lancia l’allarme: “Il campionato si sta accorciando, stanno arrivando le partite che contano e la testa farà la differenza”.
La Fiorentina veniva già da una gara agghiacciante contro il Jagiellonia in Conference League, risolta solo ai supplementari e costata un dispendio extra di energie fisiche e mentali: “Le assenze hanno pesato, ricordiamoci che eravamo reduci da 120 minuti molto dispendiosi e volevo maggiore solidità e capacità di chiudere le linee di passaggio all’avversario”, ha sottolineato Vanoli, spiegando le sue scelte difensive. L’Udinese in questo momento è al decimo posto con 35 punti, è una squadra più strutturata e sicura rispetto alla Fiorentina. Le differenze si sono viste in campo: “L’Udinese è una squadra molto fisica e arrivare sempre in ritardo sulle seconde palle ha agevolato il loro gioco. Sembrava la prosecuzione della partita di coppa”, ha detto il tecnico.
La sua preoccupazione nel post-partita è evidente: “Ci vuole tanto per costruire qualcosa e basta un attimo per distruggere tutto“. L’analisi del match evidenzia problemi e lacune ancora esistenti: “Le statistiche dicono che non abbiamo mai calciato in porta, è mancata incisività e abbiamo sofferto sulle palle inattive peccando di attenzione. Senza determinazione non si va da nessuna parte, sotto questo punto di vista non siamo cresciuti perché deve aumentare la voglia di non subire gol“.
La difesa resta un punto debole di questa Fiorentina e Vanoli non vuole attribuire colpe alla prestazione da incubo di Daniele Rugani: “Rientrava dopo una lunga inattività, ma se non gioca non trova la condizione. Sono convinto sia stato un innesto importante, è un ragazzo che darà un grosso contributo nelle prossime settimane”. Non che in attacco la situazione sia florida. Anche per via degli infortuni: si è fatto male Manor Solomon, che aveva dato un grande aiuto. E anche Moise Kean ha giocato contro l’Udinese ma non sta bene e si vede: “Ha un fastidio alla tibia che si trascina ormai da diverso tempo, anche nella rifinitura non stava benissimo e lo abbiamo gestito. È stato lui a chiedere il cambio perché avvertiva fastidio e non volevamo correre rischi”, ha concluso Vanoli. Che ha un altro grattacapo da risolvere.
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