Vigevano città dei gatti. C’è il concerto in Miao
VIGEVANO. Una città amica dei gatti. Domenica 1 marzo, per la nona edizione del festival “La città dei gatti” che coinvolge in Italia anche Roma e Milano, torna nella città ducale il consueto “Concerto in Miao”. Alle 17.30, all’auditorium San Dionigi di piazza Martiri della Liberazione, l’appuntamento “Gatti da un’esposizione”, omaggio al brano “Quadri da un’esposizione” di Musorgskij, prelude a un viaggio musicale che attraversa i secoli alla scoperta di come i compositori e i musicisti di tutti i tempi abbiano dedicato una parte del repertorio al rapporto con i mici.
Il concerto dedicato alla presenza del gatto nella vita di ogni giorno e nella cultura popolare sarà presentato dal giornalista e critico musicale Enrico Ercole: sul palco l’ensemble della Bottega dei suoni di Diapason Consortium composto da Nicola Della Foglie (voce), Antonio Bologna (pianoforte), Massimo Ronzi (chitarra) e Riccardo Vigorè (contrabbasso).
Qualche esempio della scaletta di domenica? La divertente canzone “Il gatto si morde la coda” (1972) di Giorgio Gaber, il cui testo gioca sull’immagine proverbiale del “gatto che si morde la coda”, non solo tipica azione del micio descritto da Gaber mentre insegue la propria coda non rendendosi conto che essa gli appartiene e così risultando ridicolo, ma anche metafora di una situazione senza via d'uscita oppure di un’impresa persa in partenza. Si prosegue con la “Fuga del gatto” K30 (1738) di Domenico Scarlatti, proposta quest’anno in una versione antidogmatica: la composizione è talmente ardita per l’epoca a livello armonico da alimentare la leggenda di essere stata ispirata al compositore napoletano da una passeggiata del suo gatto sulla tastiera del suo clavicembalo.
Come ogni anno, non può certo mancare un omaggio ai più celebri cartoni animati con la proiezione, accompagnata dalla musica dal vivo eseguita al pianoforte, del corto “Jerry pianista”, vincitore dell'Oscar 1947come miglior cortometraggio d’animazione. Il gatto Tom, in frac, interpreta magistralmente la Rapsodia ungherese n. 2 di Liszt in concerto, ma viene disturbato da Jerry, che inizialmente stava dormendo dentro il pianoforte. Il numero è un frenetico inseguimento musicale in cui il topo Jerry sabota l’esibizione, dirige beffardamente, sbatte il copritastiera sulle dita di Tom e infine sostituisce il gatto nella parte finale del brano accaparrandosi il merito della riuscita dell’esibizione. La Città dei gatti torna nel 2026 confermandosi come festival dedicato alla presenza del gatto nella cultura popolare: dall’arte al fumetto, dal cinema alla musica, dal teatro al design. Nato nel 2018, il progetto coinvolge solo tre città italiane (Milano, Roma e Vigevano) con un calendario articolato di mostre, incontri, concerti ed eventi in rete. L’edizione 2026 rafforza, in particolare, il legame tra cultura e benessere animale grazie a una serie di iniziative dedicate alla prevenzione, alla convivenza uomo-gatto e alla divulgazione. Info: www.lacittadeigatti.it e www.diapason.it. —
