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Consiglio comunale aperto per fare il punto sul campo sinti da spostare

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Pavia. «Aggiornamenti sul progetto Waterfront e sulle determinazioni dell’amministrazione in relazione allo spostamento del campo Sinti. Informazione e discussione in Consiglio». Con queste parole è stata convocata, su richiesta delle opposizioni, una seduta aperta di Consiglio comunale per giovedì prossimo, 26 febbraio a partire dalle ore 20,30.

Le regole

Le regole per prendere la parola durante il Consiglio aperto sono illustrate sullo stesso atto di convocazione della seduta: «Potranno prendere la parola per interventi nel tempo limite di 3 minuti ciascuno i rappresentanti dei vari comitati cittadini e delle associazioni interessate che invieranno richiesta di partecipazione entro le ore 12 di mercoledì 25 febbraio 2026 a mezzo email a consiglio@comune.pv.it indicando puntualmente nome cognome e i cittadini rappresentati».

Dal momento che si prevede una elevata partecipazione alla serata, la sala del Consiglio comunale potrà accogliere il pubblico non oltre la propria capienza, ma per garantire la massima trasparenza possibile la seduta verrà trasmessa sul canale YouTube del Comune di Pavia. Prima della apertura di seduta verrà pubblicata la scaletta degli interventi.

Del tema Sinti, comunque, si è iniziato a discutere anche nella seduta del Consiglio comunale di ieri sera in seguito a una instant question presentata dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Nicola Niutta. L’esponente dell’opposizione ha ricordato come, sulla base di quanto riferito lo scorso autunno dagli uffici, sarebbero state emesse delle ordinanze di demolizione relative ad abusi edilizi realizzati nel perimetro di piazzale Europa, quello occupato dal campo nord (che sarà trasferito) e dal campo sud delle popolazioni sinti. Niutta ha chiesto se le ordinanze fosse state eseguite o se i destinatari abbiano, nel frattempo, presentato richiesta di proroga.

Mancata ottemperanza

Il sindaco, Michele Lissia, ha riferito che a seguito di un sopralluogo svolto dalla polizia locale e dallo sportello unico per l’edilizia lo scorso 12 febbraio sarebbe stata riscontrata la mancata ottemperanza alle ordinanze di ripristino dello stato esistente dei luoghi e ha aggiunto che agli uffici non risulta siano state presentate richieste di proroga. Ovviamente le decisioni da adottare spettano a dirigenti e funzionari in quanto la politica si limita a una funzione di indirizzo e controllo. I Sinti continuano a dire che non esistono abusi in quanto tutte le case sarebbero mobili.f.m.