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“Delusione sentimentale, non gesto politico”, il 19enne che ha messo i sassi sui binari va ai domiciliari. Il gip: “Fece sopralluogo il giorno prima”

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Arresto convalidato e domiciliari, al termine dell’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari di Bologna, Andrea Romito, per il 19enne imolese che, martedì pomeriggio, aveva messo per due volte delle pietre sui binari della ferrovia a Castel San Pietro Terme, nel Bolognese. Il giovane, un magazziniere incensurato, era stato fermato dai carabinieri mentre si stava allontanando in bicicletta e portato in carcere: è accusato di attentato alla sicurezza dei trasporti e interruzione di pubblico servizio. La Procura (pm Francesca Rago) aveva chiesto la custodia cautelare in carcere.

“Ha risposto a tutte le domande e confessato ampiamente tutti i fatti che gli sono stati contestati – ha spiegato il legale che lo assiste, avvocato Lorenzo Bergami – dietro al suo gesto non ci sono motivazioni politiche. Il ragazzo ha spiegato al giudice che sta vivendo un momento di crisi, di difficoltà e ha fatto questa grossa sciocchezza per una ragione personale. Forse voleva attirare l’attenzione”.

Il 19enne ha detto di non far parte di movimenti, collettivi o centri sociali e di non aver mai nemmeno partecipato a manifestazioni politiche, se non il 25 aprile. “Il mio assistito ha anche escluso gesti emulativi dei sabotaggi andati in scena il 7 febbraio – ha aggiunto il legale – la politica non c’entra, è chiaro poi che il giudice ha stabilito i domiciliari perché la Procura deve verificare le sue dichiarazioni. Sono stati sequestrati tutti i suoi device, che saranno analizzati, per capire comunque se ci sono collegamenti con altri soggetti, ma è una ipotesi da escludere”. Nel corso dell’udienza l’indagato ha fatto riferimento più nello specifico ad una delusione sentimentale e al passaggio al mondo lavorativo

Secondo gli investigatori, dai primi accertamenti, sono emersi elementi che collocano il 19enne nell’area anarchica e a casa sua sarebbero stati trovati giornali e riviste riferibili all’antagonismo. “Si tratta di giornaletti e piccole riviste risalenti al 2024, che venivano distribuite a scuola quando lui faceva il liceo”. Il giovane ha spiegato di aver messo prima un solo sasso, spaccato in due da un treno, e di aver poi posizionato alcuni sassi più piccoli, 30 in tutto, sui due binari della ferrovia. La Procura cercherà di capire anche l’effettiva pericolosità del gesto e la gravità delle conseguenze che avrebbe potuto provocare. “Ha capito di aver fatto un grosso sbaglio – ha concluso Bergami – ed è pentito”. A segnalare la presenza del giovane ai carabinieri era stato un passante, che ha raccontato di aver udito dei botti e di aver visto una nube di polvere mentre passava il treno. Quindi il testimone, con un binocolo, ha visto il ragazzo che poneva i sassi sulle rotaie, e ha chiamato il 112.

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