Evento sulla strage di Cutro bloccato, il preside invita anche sindaco e vescovo. Cgil: “Ci saremo solo noi con i ragazzi”
“L’Aula magna della nostra scuola sarà concessa per la commemorazione dei migranti tragicamente scomparsi nel naufragio avvenuto a Cutro il 26 febbraio 2023“. A ventiquattr’ore dalla richiesta dell’Ufficio scolastico regionale di “rivedere la propria posizione”, il dirigente dell’istituto “Barlacchi-Lucifero” di Crotone che inizialmente aveva negato la sala al sindacato per la “mancanza del contradditorio”, ha fatto il passo indietro. Non solo. Dopo aver deciso di invitare anche il vescovo e il sindaco di Crotone, ha fatto un’ulteriore retromarcia spiegando a ilfattoquotidiano.it che il sindacato – dopo aver saputo dell’eventuale presenza delle autorità civili e religiose – ha chiesto di coinvolgere solo i ragazzi. La telefonata ad Arcuri è arrivata direttamente dal segretario regionale della della Flc Cgil, Alfonso Marcuzzo che contattato non ha risposto. Sentita la segretaria nazionale, Gianna Fracassi specifica: “Non commentiamo. Dal preside abbiamo avuto l’autorizzazione a svolgere l’iniziativa solo come l’avevamo pensata inizialmente senza altri invitati. Ci saremo io e Marcuzzo”.
Girolamo Arcuri sostiene di non avere alcuna intenzione di tornare sulla questione della circolare ministeriale che lo ha portato alla scelta di negare la sala per non alimentare polemiche: “Si è trattato di un equivoco generato da un problema tecnico amministrativo. Non c’era e non c’è mai stata da parte mia alcuna intenzione di vietare il ricordo dei migranti scomparsi a Cutro. Il 25 faremo un incontro, alla presenza degli studenti, al quale parteciperanno anche il sindaco della città e il Vescovo oltre alla direttrice dell’Usr”. Il preside fa sapere che, in queste ore concitate, ha chiarito tutta la vicenda con i suoi superiori ed è intenzionato a porre un punto organizzando l’incontro dando voce a più persone.
Un caso, quello del “Barlacchi-Lucifero” di Crotone non isolato dal momento che anche in altre scuole i dirigenti stanno facendo i conti con la circolare del 7 novembre scorso avente ad oggetto “Manifestazioni ed eventi pubblici all’interno delle istituzioni scolastiche”, invocata dal dirigente quale motivazione per la revoca dell’autorizzazione. In quella nota – scritta da viale Trastevere a seguito degli incontri con Francesca Albanese – il ministero ha voluto richiamare l’attenzione “sulla necessità che i principi – puntualmente ribaditi nelle linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica – del pluralismo, della partecipazione, della solidarietà, del dialogo e del rispetto reciproco ispirino la complessiva organizzazione dell’offerta formativa curricolare ed extracurricolare e l’intero svolgimento delle attività scolastiche. Ciò, evidentemente, al fine di assolvere al dovere primario di ciascuna istituzione scolastica di promuovere lo sviluppo e la crescita di ogni singolo studente e di assicurare il benessere e l’armonia dell’intera comunità scolastica”.
Da qui la prudenza degli istituti nell’organizzare qualsiasi evento visto che la circolare non entra nel dettaglio di quali questioni necessitino di un “contradditorio”. L’Ufficio scolastico regionale per la Calabria ha ritenuto, tuttavia, “inopportuno quanto disposto dal dirigente dell’Iis “Barlacchi-Lucifero” di Crotone, e lo ha invitato a rivedere la propria posizione, a difesa dei valori fondanti della nostra Costituzione”. Un “richiamo” al quale il dirigente si è immediatamente adeguato coinvolgendo diversi attori “per una visione -ci dice Arcuri – polifonica” dei fatti.
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