Carnevale Ivrea, i fratelli Boerio nello Stato Maggiore: «La festa in divisa ci unisce ancora di più»
IVREA. Il Carnevale di Ivrea, insieme all’impegno nello Stato maggiore, è una passione condivisa anche per i fratelli Luca e Simone Boerio, originari di Quagliuzzo ma ormai di fatto epirediesi: «Non si può vivere sempre di Carnevale, ma ci sono famiglie che lo sentono tutto l’anno. La nostra è una di queste».
Classe 1979, Luca Boerio, venditore di strumentazione tecnica e sposato con Beatrice Novello, che fa parte del direttivo dei Tuchini, è un diavolo da quasi 30 anni e fa parte dello Stato maggiore dal 2012. Ha svolto vari ruoli: prima cadetto, poi addetto agli Alfieri, alla Scorta della Mugnaia, due volte al Sostituto, poi Furiere, addetto alla Mugnaia nel 2025 e ora ufficiale d’onore addetto al Generale. Simone Boerio, classe 1990, lavora all’Autoscuola De Ferrari in corso Nigra a Ivrea e per circa 15 anni si è occupato di preparare i cavalli per i carri da getto, prima di avvicinarsi anche lui allo Stato maggiore, diventando ufficiale di prima nomina nel 2017, poi ufficiale d’onore nel 2018, addetto alla Mugnaia nel 2024, nel 2025 furiere e ora addetto alla Vivandiera Ilaria Leggero.
«Vivere questa esperienza da fratelli è molto emozionante. A trasmetterci la passione sfrenata per i cavalli è stato nostro nonno, Giovanni Erba, che io ho ancora conosciuto – spiega Luca –. Poi da fratelli ne abbiamo comprati tre e abbiamo anche fatto gare di attacchi. Anche se siamo un po’ come cane e gatto ci piace condividere le nostre passioni e quando Simone mi ha detto di voler provare ad entrare nello Stato maggiore mi ha riempito di orgoglio. Tutto questo, vissuto insieme, ci ha legato ancora di più». «Abbiamo tante cose in comune e tra queste c’è la forte passione per la manifestazione storica vissuta da dentro, fatta di tanti tasselli da far incastrare – continua Simone –. Ognuno di noi vive il Carnevale a suo modo, ma ci accomuna una visione. Non si può vivere di Carnevale, ma ci sono famiglie che lo sentono tutto l’anno, come la nostra».
Alla domanda su cosa sia per loro il Carnevale il cuore ha accelerato: «Per me è quel momento dell’anno che ci fa sentire tutti uguali e allo stesso tempo permette a ognuno di noi di dare sfogo alla sua unicità. C’è spazio per tutti e nessuno deve essere escluso – commenta Simone, poi continua Luca –. Non so spiegarlo a parole, ma sicuramente è bellissima tutta la preparazione: è arrivare al Carnevale, vedere la città che si trasforma insieme alla sua gente è speciale. Nello Stato maggiore si dice che dal sabato al martedì è un giorno solo e i legami che si creano sono unici: con i personaggi nascono amicizie, che poi crescono e si rafforzano».
I fratelli Boerio condividono anche una missione: «Portare lo Stato maggiore nel futuro, coinvolgendo sempre più i giovani. Chi prova e fa il cadetto per un giorno poi vorrebbe restare e ci piacerebbe che qualche eporediese in più si unisse a noi, dato che serve sempre un ricambio nel gruppo. È vero che è un ruolo impegnativo, ma è anche altrettanto divertente e noi vogliamo puntare a rendere questa parte di Carnevale più attraente per loro. L’evento evolve e allo stesso tempo deve evolvere lo Stato maggiore, facendo comprendere l’unicità di ciò che facciamo, dei singoli momenti, di ciò che resta dopo, rispettando comunque la tradizione e ricordando che il Circolo ufficiali è accessibile a tutti. Il gruppo di oggi è molto unito e il termine brillante, quando si parla di Stato maggiore, non è utilizzato a caso. Bisogna davvero essere brillanti in mezzo alla gente, tra saluti, abbracci e momenti condivisi, perché lo Stato maggiore è la colonna vertebrale di questo evento unico».
