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Il complesso di superiorità è una maschera che nasconde altro: attenzione ai ‘maschi alfa’ tra chi ha potere

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Chi di pene ferisce… di pene perisce. Potremmo utilizzare questa frase per ridere un poco sulle esternazioni di un noto politico e le polemiche innescate dalla frase di un’influencer sulle dimensioni degli organi sessuali. In realtà non c’è nulla da ridere in quanto i riferimenti alla virilità come metafora della forza e della superiorità dell’uomo “normale” rispetto agli omosessuali che devono farsi una ragione del loro essere “anomali” imperversa nell’immaginario collettivo.

Speravamo di non dover più parlare, dopo la terribile parentesi del Novecento, della psicologia del leader autoritario e della presa che ha a livello mediatico sul popolo. Invece eccomi qua a dover, come in un eterno ritorno del male, riscrivere su un numero elevato di politici che assurgono nelle democrazie a ruoli direttivi.

Recentemente ho avuto in cura una ragazza affetta dalla nascita da un evidente piccolo difetto fisico. Il deficit è piccolo nel senso che non pregiudica la sua vita e le sue capacità, ma grande in quanto è molto evidente e si impone appena la conosci. Lei ha sviluppato come reazione quello che Alfred Adler descriveva come complesso di superiorità. Si tratta di un atteggiamento, non una patologia, per cui una persona si sente e soprattutto si mostra superiore agli altri, più intelligente, furba, capace e importante.

In molti politici del nostro tempo, alcuni in modo esasperato altri in modo più subdolo, notiamo questo modo di rapportarsi agli altri. Adler affermava che l’atteggiamento di superiorità è una maschera che nasconde un senso di inferiorità vissuto nell’infanzia. Quindi più, interiormente, vi è stata in infanzia insicurezza e paura più, esteriormente, in età adulta compare arroganza, ostentazione e presunzione.
Assistiamo tutti i giorni con sgomento alle esternazioni per cui essere “machi” o “maschi alfa” diviene un atteggiamento culturale fra i principali premier e capi del nostro sventurato pianeta. Le donne leader o premier devono abbozzare e atteggiarsi a soubrette che solleticano la vanità del potente di turno. L’aspetto terribile è che c’è sempre qualcuno che sposta l’asticella verso ulteriori forme di suprematismo verso il diverso, il povero, il nero e la donna.

Ho timore che i sistemi elettorali maggioritari invece di favorire il dialogo, il confronto e la discussione proficua tendano a creare delle tifoserie accanite che giustificano tutto se proviene dalla propria parte. In questo contesto colui che la spara più grossa, che è più estremista, lungi dall’essere emarginato, diviene un leader ammirato perché contrasta l’altra fazione. L’imbarbarimento e la spinta a assumere posizioni sempre più estreme è dietro l’angolo.

Consoliamoci quindi sorridendo sulle disquisizioni sulla lunghezza del pene di grandi dittatori del passato e dei politici moderni. Questo argomento testimonia i timori ancestrali di essere “minore” degli altri, che alberga in ognuno di noi.

L'articolo Il complesso di superiorità è una maschera che nasconde altro: attenzione ai ‘maschi alfa’ tra chi ha potere proviene da Il Fatto Quotidiano.