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Militanti di Casapound minacciano e insultano presidente di Municipio. Lui: “Genova è antifascista, andate via”. Il video

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“Non siete benvenuti a Genova. Non è solo una questione di antifascismo: è anche una questione di correttezza”. Così Fabio Ceraudo, ex operaio metalmeccanico, delegato Usb e presidente del Municipio in quota M5S, contesta una delegazione di militanti di Casapound al Tower Hotel della catena HS Group, in zona aeroportuale. “Siamo medaglia d’oro per la Resistenza: la vostra presenza qui è un affronto e una provocazione. Noi quelli come voi qui li abbiamo cacciati via il giorno prima, aggiunge Ceraudo, rivolto a Luca Marsella, portavoce dell’associazione condannata ieri a Bari per la riorganizzazione del partito fascista.

Per tutta risposta, incuranti delle telecamere e della presenza di operatori della Digos, diversi militanti della destra antisistema lo circondano, minacciandolo: “Te ne devi andare, cosa stai cercando, devi stare zitto“. Seguono insulti e spintoni, in particolare da parte di un soggetto che, accanto a Marsella, aveva appena ritenuto opportuno minacciare un giornalista: “Vuoi vedere come si picchiano le persone?”. La frase viene scandita davanti alle telecamere.
Per tutta la giornata di ieri, anche se il corteo antifascista è previsto per oggi pomeriggio, un imponente schieramento di camionette di polizia ha circondato la sede genovese di Casapound, in via Montevideo, in attesa di un’eventuale risposta dei collettivi. Pretesto dell’appuntamento a Genova organizzato dai leader nazionali della piccola galassia nera è la presentazione della proposta di legge che riprende lo slogan programmatico della “remigrazione“, caro all’estrema destra europea e conteso adesso in Italia con il manipolo di futuristi vannacciani e la Lega di Matteo Salvini, non nuova a ricalcare propaganda della destra antisistema e ospitare loro esponenti nelle proprie liste.
Nella sala conferenze dell’hotel, tolti i funzionari di pubblica sicurezza e i giornalisti, si è riunito un centinaio di militanti provenienti prevalentemente da Milano, Como, La Spezia, Piacenza e Roma. Nel pomeriggio il presidente del Municipio Fabio Ceraudo, insieme ai consiglieri comunali di Avs e lista Salis Massimo Romeo e Sara Tassara, ha raggiunto l’hotel per provare a chiedere alla direzione di non concedere la sala, dopo che gli estremisti erano già stati rifiutati dal Rex di Albaro, inizialmente scelto come location.
Solidarietà al presidente del Municipio Medio Ponente, Fabio Ceraudo, spintonato e insultato da alcuni esponenti di ultradestra”, ha dichiarato in serata la sindaca Silvia Salis. “Nella nostra città non c’è spazio per chi, ancora una volta, non perde l’occasione per dimostrare il suo disprezzo per le istituzioni democratiche e non lascia dubbi sui modelli autoritari a cui si ispira”. Per la prima cittadina, “organizzare questo convegno nella città medaglia d’oro per il suo ruolo cruciale nella Resistenza, e orgogliosamente antifascista, è stata una provocazione che puntava solo ad alzare la tensione, come questi movimenti hanno già mostrato, ad esempio, nella scelta dell’ubicazione della sede di Casapound, in una zona fortemente simbolica per la storia di Genova”. Il riferimento è alla vicina casa dello studente, usata dai nazifascisti della Rsi per arresti e detenzioni arbitrarie e torture, ma anche alla prospiciente piazza Alimonda, dove il 20 luglio 2001 venne assassinato Carlo Giuliani durante le manifestazioni contro il G8.
Il “Comitato Remigrazione” definisce “vergognosi e imbarazzanti” i tentativi della sinistra, ‘che a Genova ormai non si riesce più a distinguere tra istituzionale e antagonista’, di far saltare la presentazione. “Ben due sale private regolarmente prenotate dal Comitato – spiegano i suprematisti nostrani – sono state oggetto di pressioni da parte sia dei centri sociali che di personaggi con ruoli nelle istituzioni municipali e cittadine”.
Oggi alle 16.30, come accennato, in piazza Alimonda è previsto un ulteriore corteo organizzato dalle sigle dell’antifascismo militante per chiedere la chiusura della sede di Casapound. Ieri c’è stato anche un presidio più istituzionale, organizzato da Anpi, Cgil e Pd: da piazza De Ferrari ha argomentato le ragioni dell’opposizione alla proposta di legge, teoricamente oggetto della prima tappa del “tour” dei remigrazionisti.

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