Wall Street inizia a punire i potenziali “perdenti” del boom dell’intelligenza artificiale
Wall Street inizia a punire chi rischia di essere travolto dal boom dell’intelligenza artificiale. Dopo mesi in cui i mercati hanno premiato quasi indiscriminatamente le aziende percepite come beneficiarie della rivoluzione AI, ora gli investitori iniziano a fare l’operazione opposta, sottolinea l’Ap. Giovedì le Borse americane hanno chiuso in forte calo. Lo S&P 500 ha perso l’1,6% — la seconda peggior seduta da Thanksgiving — pur restando vicino ai massimi storici toccati a fine mese scorso. Il Dow Jones Industrial Average ha lasciato sul terreno l’1,3% e il Nasdaq Composite è sceso del 2%.
Non è stato un sell-off generalizzato, ma selettivo: a essere colpite sono state soprattutto le società che il mercato considera potenziali “perdenti”. Il caso più eclatante è quello di AppLovin, che ha perso il 19,7% in una sola seduta, nonostante utili trimestrali superiori alle attese. Come molte aziende software legate alla pubblicità e al funzionamento tradizionale di internet, sconta il timore che l’AI cambi radicalmente il modo in cui si naviga online e si distribuisce la pubblicità.
Stessa dinamica per Cisco Systems, in calo del 12,3%. Anche qui i conti hanno superato le previsioni, ma l’azienda ha indicato margini in peggioramento nel trimestre in corso. Per gli analisti è un segnale indiretto dei costi crescenti dell’hardware e della memoria che tutte le imprese stanno sostenendo nella corsa all’AI.
Secondo gli strategist di UBS, il cosiddetto AI disruption risk potrebbe iniziare a riflettersi anche sui mercati del credito, aumentando i default nel segmento dei junk bond e rendendo più costoso per tutte le aziende finanziarsi, comprese le Big Tech che stanno prendendo a prestito miliardi per finanziare gli investimenti in intelligenza artificiale. In uno scenario estremo, scrive UBS, questo effetto a catena potrebbe arrivare a frenare gli stessi piani di investimento e “mettere in discussione il boom dell’AI”.
Nel frattempo, chi fornisce le infrastrutture fisiche della rivoluzione digitale continua a beneficiarne. Equinix è salita del 10,4% dopo aver indicato previsioni per il 2026 superiori alle attese: i suoi data center sono tra i principali motori materiali dell’espansione dell’AI e, come ha detto la ceo Adaire Fox-Martin, “la domanda per le nostre soluzioni non è mai stata così alta”.
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