Addio a Salamanca maestra di generazioni in alta Valchiusella
VALCHIUSA
Si sono svolti mercoledì mattina nella chiesa parrocchiale di Vico Canavese i funerali di Maria Luisa Salamanca, 89 anni e una vita dedicata alla scuola, spentasi lunedì nella sua casa di frazione Meugliano dopo una lunga malattia.
Padre maresciallo dei carabinieri e madre appartenente ad un’antica famiglia di Vico, la maestra Salamanca aveva insegnato in tutte le scuole dell’alta Valchiusella ai tempi in cui le pluriclassi erano prevalenti.
Un’insegnante autorevole senza essere autoritaria e che sapeva farsi rispettare dalla scolaresca. Solo nei confronti degli alunni più discoli, capitava che alzasse il tono della voce. Profonda la sua comprensione delle esigenze emotive degli alunni. E le sue valutazioni erano oggettive e imparziali e le discriminazioni non le appartenevano. Piuttosto, particolare attenzione la riservava ai ragazzi meno studiosi e che presentassero lacune sostenendoli e stimolandoli per migliorarne l’apprendimento scolastico. Nelle vacanze estive, quando svolgeva mansioni di educatrice e animatrice nelle colonie aziendali, teneva contatti epistolari con i suoi alunni invitandoli a non trascurare i compiti delle vacanze, dicendosi poi disponibile a correggerli al suo rientro in valle. Addirittura, quando la scuola media non era ancora scuola dell’obbligo, la maestra Salamanca si era offerta di preparare i suoi scolari della classe quinta che intendevano proseguire gli studi e che proprio per questo dovevano superare un esame cosiddetto “di ammissione”, in aggiunta a quello di quinta elementare. Quell’esame venne poi abolito nel 1960. Nell’anno in cui insegnò nella frazione Inverso, fu la prima maestra elementare ad alloggiare nel nuovo edificio scolastico realizzato dall’amministrazione comunale di Vico. Cordiale e socievole, non tardò a fraternizzare con la gente del posto, tanto che nelle lunghe serate d’inverno era facile incontrarla in un bar del paese dove regnava l’allegria e una chitarra saltava sempre fuori. Indossando il costume delle donne altovalligiane, aveva infine fatto parte della “Famija ‘dla Valciusela”. A darle l’estremo saluto non sono voluti mancare alcune sue ex colleghe e qualche scolaro d’un tempo.
