Olimpiadi 2026, le pagelle dell’Italia: rispetto per Pittin, resta una leggenda; slittinisti oltre la lode
PAGELLE ITALIA OLIMPIADI (MERCOLEDÌ 11 FEBBRAIO)
Samuel Costa (combinata nordica), 6,5: solido sia nel salto sia nel fondo. Si era ritirato, è tornato per la stagione olimpica ed ha concluso a ridosso della top10 la gundersen dal trampolino piccolo. Difficile chiedergli di più.
Aaron Kostner (combinata nordica), 6: disputa una gara di buon livello e manca di un soffio l’obiettivo top15.
Alessandro Pittin (combinata nordica), 6: grande rimonta nel fondo, da 33° a 19°. La sua vittoria è esserci a queste Olimpiadi 20 anni dopo Torino 2026. E’ una leggenda, non dimentichiamolo mai: l’unico italiano ad aver mai vinto nella combinata nordica e ad aver conseguito una medaglia ai Giochi.
Mattia Casse (sci alpino), 4: Olimpiade molto negativa, conclusa con un superG anonimo e lontanissimo dai migliori.
Christof Innerhofer (sci alpino), 5,5: 11° a 41 anni. Tuttavia il pettorale n.4 gli offriva una occasione colossale per regalarsi una gradita sorpresa. Non l’ha sfruttata.
Giovanni Franzoni (sci alpino), 5: era fra i tre grandi favoriti del superG. Per il livello che ha raggiunto e per come sta sciando, l’aver mancato la medaglia è un risultato non soddisfacente.
Dorothea Wierer (biathlon), 6,5: sugli sci ha fatto fatica, tuttavia la gara disputata nell’individuale è stata di alto livello. Il quinto posto lascia comunque buone indicazioni in vista del prosieguo dei Giochi: potrà riprovarci nell’inseguimento e nella mass start.
Lisa Vittozzi (biathlon), 5: l’approccio tattico aggressivo al poligono, con tempi di rilascio molto rapidi, non si è rivelato corretto. 4 errori e una gara da cancellare in fretta. Deve resettare in vista della sprint, perché l’Olimpiade è solo agli albori.
Andrea Voetter/Marion Oberhofer (slittino), 11: oggi diamo 11 sia a loro sia ai ragazzi. Vogliamo sottolineare simbolicamente che il loro voto è addirittura superiore al 10 e lode! Stiamo parlando di due campionesse, non certo meteore. Sono state tra le pioniere del doppio femminile, nel 2023 e 2024 vinsero la Coppa del Mondo generale. Sembravano però aver perso posizioni nelle gerarchie internazionali: nella stagione in corso non erano mai andate neppure vicine alla vittoria. Semplicemente, come il resto della squadra azzurra, stavano lavorando solo sull’appuntamento più importante. Due tappe del circuito maggiore saltate per allenarsi sulla pista di casa, provare linee e materiali. Oggi sono stati raccolti i dividendi.
Emanuel Rieder/Simon Kainzwaldner (slittino), 11: una sola vittoria in carriera, proprio alle Olimpiadi. In prova avevano dimostrato di poter essere molto veloci, ma solo ad intermittenza. In gara invece non hanno sbagliato niente: era la loro occasione e l’hanno colta al volo.
Ivan Nagler/Fabian Malleier (slittino), 7: per anni sono stati indicati come i predestinati del doppio azzurro. Invece l’oro olimpico è stato conquistato dai meno considerati compagni di squadra. Pur non più giovanissimi, sono ancora in tempo per arrivare da protagonisti ai Giochi del 2030. Il budello di Cortina sarà l’arma in più da sfruttare.
Italia maschile curling, 8: inizio migliore non poteva esserci. La vittoria sul fuoriclasse Niklas Edin, campione olimpico in carica, rappresenta un buon viatico per inseguire il sogno delle semifinali.
Charlene Guignard/Marco Fabbri (pattinaggio di figura), 7,5: non possono avere rimpianti. Hanno disputato una gara sontuosa, trovando tre coppie oggettivamente superiori. È un quarto posto di grande valore.
Nazionale maschile Italia hockey ghiaccio, 8,5: una partita difficile da dimenticare. Gli azzurri hanno tenuto testa alle stelle NHL della Svezia, mettendogli addirittura paura e cedendo solo nel finale per 5-2. Una prestazione di gran lunga superiore alle attese. La selezione tricolore può contare solo su giocatori che militano nei Campionati mitteleuropei, come ad esempio la Alps League. Un anno fa era stata ventilata l’ipotesi di convocare oriundi NHL di origine italiana, come accade con quelli di MLB per il World Baseball Classic. Poi non se ne fece più nulla, ma gli azzurri hanno fatto comunque un figurone.
