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Dialogo tra Vannacci e Adinolfi per creare una componente alla Camera (e avere 100mila euro di contributi l’anno)

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I parlamentari passati con Roberto Vannacci sono alla ricerca di un simbolo presentato alle scorse elezioni per costituire una componente autonoma nel gruppo Misto. Un escamotage che permetterebbe al neonato partito Futuro nazionale di incassare i contributi della Camera che, nel loro caso, ammonterebbero a circa 100mila euro all’anno. In pole position per questo accordo c’è Mario Adinolfi in contatto con i tre deputati vannacciani per mettere a disposizione il simbolo del Popolo della famiglia.

La notizia è stata anticipata dal Corriere ed è confermata dallo stesso Adinolfi: “C’è un dialogo aperto, ho avuto conversazioni con parlamentari di Vannacci. Il simbolo è noto, è stato presentato alle elezioni del 2018 e del 2022. La presenza di un simbolo che si è presentato alle elezioni precedenti garantisce il riconoscimento come componente del gruppo Misto, e anche il riconoscimento in termini di contributi. Stiamo discutendo dei dettagli di questo passaggio. Comunque il rapporto con Vannacci non è episodico ma consolidato dalle esperienze recenti insieme alle Regionali”, dice il fondatore del Popolo della famiglia.

Secondo il regolamento di Montecitorio, infatti, per formare componenti all’interno del Misto servono almeno tre parlamentari e un simbolo che già è stato presente nella scheda elettorale della elezioni Politiche. Un numero sul quale Futuro Nazionale può già contare grazie all’ingresso dell’ex Fdi Emanuele Pozzolo e dei due ex leghisti RossanoSasso e EdoardoZiello. In caso di riconoscimento la Camera darebbe un contributo annuo per le attività politiche di circa 33mila euro a parlamentare. Un espediente già utilizzato in passato: “Lo fece a suo tempo anche Matteo Renzi quando nacque Italia viva: per creare una componente usò il simbolo del Partito socialista italiano”, ricorda Adinolfi, sottolineando che con Roberto Vannacci c’è già stata una “collaborazione alle Regionali in Toscana e in Emilia Romagna, dove il gruppo consiliare si chiama Lega-Popolo della famiglia. È una collaborazione non improvvisata per questa vicenda”. L’ottenere il simbolo in prestito potrebbe essere utile anche in fase di raccolta firme per la presentazione delle liste elettorali alle prossime politiche, almeno con questa legge elettorale.

Adinolfi si spinge anche a rilanciare una suggestione: l’idea di un tridente politico con Roberto Vannacci e Fabrizio Corona. “Non era una boutade”, tiene a precisare: “Sono assolutamente convinto che Corona sarebbe una ricchezza per il sistema politico, che abbia voglia di fare politica. Mettere insieme persone con un grande ego, e non escludo il mio, è difficilissimo. Credo però – aggiunge – che sia intelligente capire che Corona ha un consenso molto ampio in un ambito, io ho una radice con il mondo cattolico abbastanza coltivata in questi dieci anni e Vannacci ha presa sull’elettorato, contabilizzata già dal numero di preferenze avute alle Europee”. “Sarebbe sciocco tenere divise queste energie nuove rispetto al quadro delle ultime politiche”, sottolinea Adinolfi, chiarendo di aver spiegato, nelle sue interlocuzioni con i parlamentari di Futuro nazionale, di essere “interessato a un progetto politico più ampio rispetto al favore che faccio a un piccolo partito al quale non sono iscritto ma di cui condivido molti principi”.

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