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Migranti, la svolta “made in Italy” sulle espulsioni scatena la sinistra, i preti accogli-tutti e le Ong

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Oggi sui migranti, dopo il successo incassato dall’Italia in sede europea sui “paesi sicuri”, dovrebbe arrivare in Cdm un decreto sicurezza sul fronte del controllo dei confini con alcune novità importanti, a cominciare dal blocco navale. Ma la “rivolta” delle Ong e dei politici di sinistra, di fronte a quella svolta che consente di applicare il “modello Italia” sulle espulsioni, a cominciare dagli hub in Albania, è già furente.

Migranti: Ong, preti e sinistra in rivolta

Già ieri, trentanove Ong avevano pubblicato in mattinata un appello al parlamento europeo affinché respingesse la proposta di un elenco dei “cosiddetti paesi di origine sicuri” e, in particolare, ne escludesse la Tunisia che, sottolineano le organizzazioni di ricerca e soccorso, “non è un luogo sicuro”. Le Ong sottolineavano come designare la Tunisia come paese di origine sicuro sia “in netto contrasto con la situazione dei diritti umani sul campo” e chiedevano ai parlamentari Ue “di tenere conto della trasformazione antidemocratica dello Stato nordafricano partner dell’Ue: la repressione della società civile che comporta violenze contro migranti e rifugiati”. Niente da fare: la lista è passata così come presentata, Tunisia compresa. Oggi sono scesi invece in campo i preti dediti all’accoglienza senza limiti, come il presidente del Centro Astalli, padre Camillo Ripamonti. “L’orientamento un po’ di tutta l’Europa è respingere i Migranti che si affacciano alle porte dell’Europa, quando in realtà sappiamo bene che l’Europa in declino demografico avrebbe bisogno invece di guardare al processo migratorio come uno strumento anche di rilancio verso il futuro delle proprie politiche e della propria sopravvivenza in qualche modo”, ha sottolineato Ripamonti. “Quindi si va in una direzione opposta per paura e perché non si ha quella lungimiranza che invece sarebbe richiesta in questo momento ai legislatori”, ha aggiunto.

Sul fronte politico, tuonano i soliti Boldrini e Fratoianni, rispettivamente Pd e Avs: “Il Parlamento europeo affonda il diritto d’asilo approvando la lista dei cosiddetti ‘paesi terzi sicuri’ e dei ‘paesi d’origine sicuri'”, la Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. “Ma il diritto d’asilo è soggettivo, riguarda le singole persone: un paese può essere sicuro per alcuni e non per altri. E un’Europa che deve cercare ‘paesi terzi sicuri’ a cui delegare la gestione delle procedure d’asilo e la sorte di chi cerca protezione dimostra tutto il suo declino”. Perfino più arrabbiato Nicola Fratoianni: “A Strasburgo, con il voto al nuovo regolamento per i Paesi cosiddetti “sicuri”, abbiamo visto all’opera l’Europa peggiore: quella che affossa il diritto all’asilo, che non riconosce i più elementari diritti della persona”.

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