Italia da record di medaglie in una giornata. Ma gli ori latitano e da favoriti non si vince
9 medaglie in due giorni. Un avvio folgorante per l’Italia alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026: il record complessivo di Lillehammer 1994 è distante sole 11 lunghezze con ancora due settimane piene di gare da disputare. Mai nella storia si erano collezionati addirittura 6 podi nella medesima giornata. Ciò che non sorprende è però la distribuzione dei metalli: 1 oro, 2 argenti e ben 6 bronzi. Seppur parziale, si tratta di un riassunto sul reale valore del Bel Paese negli sport invernali nel quadriennio in corso. Tanti, tantissimi atleti competitivi in quasi tutte le discipline, ma rarissimi vincitori seriali in grado di garantire successi ‘certi’. Se poi le due che avevano dimostrato di esserlo nella passata stagione, ovvero Federica Brignone e Flora Tabanelli, sono reduci da seri infortuni, il quadro è completo.
Un altro dato, peraltro comune anche alle recenti edizioni estive dei Giochi, riguarda la difficoltà di vincere da favoriti. Non sono molte le gare in cui l’Italia si presenta a queste Olimpiadi da principale candidata al titolo. Una di queste era però indubbiamente il PGS maschile di snowboard. In questa stagione Aaron March, Roland Fischnaller, Maurizio Bormolini e Mirko Felicetti si erano spartiti la bellezza di 7 vittorie in Coppa del Mondo. Risultato alle Olimpiadi? Nessuno in semifinale. E non può essere un caso, perché l’Italia non ha mai vinto una medaglia a cinque cerchi nel PGS maschile! L’unico a salire sul podio nello snowboard alpino fu il pioniere Thomas Prugger, argento a Nagano 1998: allora si disputava però lo slalom gigante classico, dunque non parallelo. March, Bormolini e Fischnaller sono in corsa per la Coppa del Mondo generale. Tuttavia la giornata odierna ha dimostrato per l’ennesima volta quanto un’Olimpiade sia un’altra cosa. Entrano in gioco altre dinamiche e qualità che agli azzurri mancano.
Da chi ci si poteva aspettare una vittoria in questi primi due giorni, PGS maschile a parte? Forse da Sofia Goggia, anche se non poteva considerarsi la favorita assoluta. La bergamasca è stata comunque straordinaria nell’agguantare il bronzo in discesa dopo il grave infortunio occorso all’americana Lindsey Vonn, con conseguente sospensione della gara per oltre 20 minuti: mentalmente non era affatto semplice scendere in quelle condizioni. Per il resto, si poteva sperare magari nella discesa maschile o nella staffetta mista di biathlon: in entrambi i casi si sono imposti i favoriti (loro sì!) della vigilia, ovvero lo svizzero Franjo Von Allmen ed il quartetto francese.
E così l’unica affermazione delle nove medaglie messe in bacheca è arrivata dalla competizione forse meno attesa. Perché il titolo di Francesca Lollobrigida nei 3000 metri di speed skating, dopo una stagione tormentata da un virus, appariva oggettivamente impossibile da pronosticare. Il trend proseguirà anche nei prossimi giorni? Alle Olimpiadi estive di Parigi 2024 maturarono almeno la metà dei titoli grazie a degli outsider: Nicolò Martinenghi, Giovanni De Gennaro, la squadra di spada femminile, Marta Maggetti, Alice D’Amato, Chiara Consonni/Vittoria Guazzini. Vedremo se anche a Milano Cortina 2026 a prendersi la scena sul gradino più alto del podio saranno altri atleti non troppo sotto la luce dei riflettori. Purché qualcuno vinca…
