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Egiziano balla col coltello al Colosseo: ma la macabra “danza” per i social sbatte sul muro delle norme sicurezza (video)

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Come se paracadutisti. militari in genere, e forze dell’ordine schierati a presidiare i luoghi sensibili della capitale non mandassero un chiaro messaggio a sabotatori dell’ordine pubblico e minacce alla sicurezza, arriva la notizia – che riporta l’Adnkronos – del 22enne egiziano che a Roma si è improvvisato in una inquietante danza sui social con coltello. Una performance che, come prevedibile, gli è costato il fermo. Ma procediamo con ordine.

Roma, danza sui social con un coltello a serramanico: denunciato 22enne egiziano

E partiamo dalla segnalazione e dall’individuazione del soggetto in questione. Un caso culminato nell’intervento dei carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Centro, che hanno denunciato un 22enne egiziano, senza fissa dimora, per porto di armi o oggetti atti ad offendere. L’attività d’indagine è scaturita a seguito della pubblicazione sui social network di un video in cui il ragazzo veniva ripreso mentre brandiva un coltello a serramanico a ritmo di musica, proprio nei pressi del Colosseo. Grazie ai successivi accertamenti e alle verifiche tecniche, poi, è stato possibile identificare e denunciare il protagonista del video.

L’ennesima sfida alla legalità di chi pensa di farsi beffa di cittadini e forze dell’ordine

Ma l’episodio del ventiduenne egiziano che, con sprezzante spavalderia, sceglie di brandire un coltello a serramanico a ritmo di musica davanti al Colosseo, non è solo un fatto che si esaurisce con la cronaca e la denuncia che comporta: perché è, soprattutto, l’emblema di una sfida aperta alle istituzioni che il governo Meloni sta combattendo con fermezza. E nonostante, con i nostri militari e le forze dell’ordine che presidiano con abnegazione i luoghi sensibili della capitale, ci sia sempre e comunque chi pensa di trasformare i simboli della nostra civiltà nel set di inquietanti esibizioni social all’insegna della sfida alla legalità.

Ma il controllo del territorio non è un’opzione da post sui social…

Eppure, dati e riscontri parlano chiaro: e dimostrano che il lavoro di militari e forze dell’ordine. E, nel caso del 22enne egiziano impegnano a danzare con il coltello tra i denti, in particolare l’impegno dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Centro, che il controllo del territorio non è un’opzione. Ma una priorità assoluta. Del resto, i dati degli ultimi sei mesi sono un bollettino di guerra che giustifica ampiamente la linea del giro di vite.

Monitoraggio e denunce: ecco gli ultimi numeri

Dunque, negli ultimi 6 mesi, anche a seguito di controlli con metal detector, i carabinieri hanno denunciato 272 persone – di cui 25 minori e 117 stranieri – sequestrando in totale 420 armi (225 armi bianche e 195 oggetti atti ad offendere) tra coltelli, machete, tirapugni, forbici, pugnali, cavatappi, mazze da baseball, bastoni, punteruoli e martelli.

Avete capito bene: 272 denunciati (di cui 117 stranieri e 25 minori). E 420 armi sequestrate: un arsenale composto non solo da coltelli, ma da machete, tirapugni, mazze da baseball e gli ormai immancabili martelli…

La risposta del governo: dal controllo del territorio alle norme

Numeri, quelli appena elencati, che confermano come la percezione di insicurezza degli italiani – non a caso rilevata anche dai recenti sondaggi – sia fondata su una realtà quotidiana di degrado e minacce che il pacchetto sicurezza mira appunto a sradicare. La denuncia del giovane egiziano allora, arrivata grazie al monitoraggio dei social e a verifiche tecniche puntuali, dimostra che lo Stato c’è. Vede e provvede, intervenendo sul punto con fermezza e precisione.

Non c’è spazio, insomma, per chi scambia la nostra accoglienza per una zona franca dove esibire armi e millantare opzioni di coercizione. Perché la difesa della capitale, come di tutte le nostre città sotto scacco, e della sicurezza dei cittadini, passa per questa costante opera di monitoraggio e ratifica della criminalità in azione. E per leggi che, se oculatamente rispettate e impiegate, non lasciano scampo a chi attenta all’ordine pubblico.

Sotto il video della macabra danza davanti al Colosseo del 22enne egiziano poi denunciato dai carabinieri dalla pagina Instagram di “Welcome to favelas”.

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