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Sfrecciare sulle lamine intorno a un ovale ghiacciato: i segreti del pattinaggio di velocità, inventato dagli olandesi nel 1600

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Il pattinaggio di velocità è uno degli sport invernali più antichi. Le sue origini risalgono alla fine del 1600, quando nei Paesi Bassi i pattini venivano usati come mezzo per spostarsi su laghi e canali ghiacciati. Lo speed skating è entrato nel programma delle Olimpiadi nell’edizione inaugurale di Chamonix 1924 con le prove maschili, mentre le donne sono state ammesse nel 1960 a Squaw Valley.

Le gare si disputano su un ovale ghiacciato artificialmente. La pista è lunga 400 metri ed è composta da due corsie, larghe tra i 3 e i 4 metri ciascuna. Nelle competizioni individuali, tranne la mass start, in ogni turno gareggiano due atleti, uno per corsia, ma non è una prova a eliminazione. Ogni pattinatore percorre la distanza una sola volta e chi lo fa nel minor tempo vince. Chi parte nella corsia esterna nel rettilineo opposto a quello del traguardo si sposta in quella interna e viceversa, in modo che entrambi gli atleti facciano la stessa distanza ogni giro. La scarpa è unita alla lamina del pattinato tramite una cerniera, che permette di sollevare il tallone in curva e nella spinta. Oltre alla lunghezza della pista, questa è la principale differenza con lo short track, dove non si può alzare il tallone perché le scarpe sono ancorate alle lame.

A Milano Cortina 2026 il programma prevede 500, 1.000, 1.500 e 5.000 metri per entrambi i sessi. Le donne avranno anche i 3.000 metri, mentre i maschi i 10.000 metri. Inoltre, sono previsti gli inseguimenti a squadre, dove tre pattinatori per nazione si sfidano in dei testa a testa fino alla finale per l’oro, e le mass start, dove sedici atleti partono assieme e percorrono un totale di 4 km. La classifica è stilata sulla somma dei punti assegnati nei tre sprint intermedi (al 4°, 8° e 12° giro), il cui punteggio per i migliori tre è di 5, 3 e 1 punto, e lo sprint finale, nel quale i primi tre ricevono 60, 40 e 20 punti.

Il pattinaggio di velocità è sport nazionale nei Paesi Bassi, dove esiste una vera e propria cultura. L’Olanda è la Nazione che ha sfornato più talenti nella storia e vanta 133 medaglie ai Giochi. La sua campionessa principe è Iren Wurst, capace di vincere ben 13 medaglie. L’unico azzurro ad aver ottenuto un titolo olimpico è Enrico Fabris, nei 1.500 metri di Torino 2006. Il veneto è stato tra i protagonisti anche del successo nell’inseguimento a squadre nella stessa edizione. A Milano Cortina 2026 l’Italia punta su Francesca Lollobrigida, già argento e bronzo a Pechino 2022, Davide Ghiotto, bronzo nei 10.000 metri quattro anni fa, e Andrea Giovannini.

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