Sorpresa dal “Gratteri e vinci”, per una volta sta col governo Meloni: “Sì agli arresti dei teppisti di Askatasuna”
Non si può certo dire che il Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, negli ultimi mesi sia stato particolarmente tenero con il governo Meloni, soprattutto da quando è iniziato il duello sulla riforma della giustizia portata a termine dal ministro Nordio e sulla quale, a breve, gli italiani si esprimeranno in un referendum. La posizione di Gratteri è per il “No”, come tutti sanno, ma ieri, su un’altra questione di strettissima attualità, si è pronunciato per il “Sì”. Il sì agli arresti dei teppisti che hanno aggredito i poliziotti durante il corteo di Askatasuna, ma scarcerati dai suoi colleghi: una posizione identica a quella del governo Meloni e del ministro Nordio.
Gratteri a favore della linea dura sui teppisti di Askatasuna
Dopo le polemiche del centrodestra e dei sindacati di polizia sulla decisione della gip di non disporre la custodia cautelare in carcere, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri – come riporta oggi La Stampa -ha detto testualmente: “Sono delinquenti che devono assolutamente stare in galera. Utile sarebbe creare una modifica al codice di procedura penale per far sì che questa gente rimanga in galera mentre è inutile creare nuovi reati”.
La stessa posizione che Nordio ha ribadito anche oggi. ”Credo che, a livello di sentimento, l’indignazione sia più che normale. I casi sono due: o i magistrati non hanno applicato le leggi e allora c’è da indignarsi, oppure hanno applicato le leggi ma significa che le leggi sono inadeguate e quindi vanno cambiate. Ed è quello che noi stiamo cercando di fare”, ha detto il ministro della Giustizia a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario dei penalisti italiani al Teatro Quirino a Roma. ”Da magistrato io sono abituato a giudicare secondo gli atti che vengono portati a conoscenza del giudice”, ha continuato Nordio secondo il quale ”l’indignazione credo sia generale sulla circostanza che una persona che ha preso a martellate e stava per uccidere un appartenente alle forze dell’ordine, il giorno dopo vada agli arresti domiciliari”.
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