Nuova carta docente, sindacati divisi. Flc Cgil: “Cifra decurtata”. Cisl e Gilda “soddisfatti”, Uil: “Si includa anche il personale Ata”
La “nuova” carta docente, annunciata dal ministro dell’Istruzione e del Merito su ilfattoquotidiano.it, divide il mondo del sindacato. Se Cisl Scuola e Gilda degli insegnanti si ritengono soddisfatti dei cambiamenti messi in atto a viale Trastevere, la segretaria della Flc Cgil, Gianna Fracassi punta il dito contro il governo sottolineando la diminuzione di cento euro che vi sarà nel borsino elettronico: “Una riduzione ingiusta e non compensata da misure sostitutive. Invece di adeguare il fondo per la carta al costo della vita — considerando che dal 2015 l’inflazione ha eroso del 20% il potere d’acquisto — la cifra è stata drasticamente decurtata anche nel suo valore nominale, limitando sensibilmente la capacità dei docenti di investire nella propria formazione”.
Più cauti la Uil Scuola e la Cisl. Ivana Barbacci, a capo di quest’ultima spiega: “Avere ampliato la platea dei beneficiari è un risultato positivo, coerente con la rivendicazione di un trattamento non discriminante per il personale precario. A fronte della indisponibilità a incrementare la copertura economica di un beneficio destinato in origine al solo personale di ruolo, era inevitabile una riduzione dell’importo pro capite. È dunque evidente la necessità di rivendicare, in prospettiva, un adeguamento delle risorse disponibili, se si vuole ripristinare in via generale l’importo originariamente previsto. La questione, infatti, non può essere affrontata e gestita con una logica ragionieristica, ma richiede scelte chiare e impegnative di natura politica, nell’ottica di un rafforzamento degli investimenti destinati al sistema d’istruzione e al lavoro che vi si svolge”.
Più complesso il ragionamento di D’Aprile, segretario nazionale Uil Scuola: “Servono garanzie chiare sulla gestione delle risorse che saranno assegnate alle scuole. In particolare, sulle modalità concrete di utilizzo dei fondi destinati alla formazione, che non dovranno essere frammentati o disomogenei tra istituti. Ci riserviamo di esprimere una valutazione nel merito, in attesa di leggere il provvedimento, auspicando che la riduzione di circa cento euro del borsellino individuale, verrà compensata dall’incremento complessivo delle risorse annunciate che, a parer nostro, dovrà consentire l’ampliamento della platea dei beneficiari, includendo anche il personale Ata, oggi ancora escluso”.
Al sindacato di Landini non sta proprio bene la mossa del ministro: “Per ampliare la platea dei beneficiari ai docenti con contratto a tempo determinato e al personale educativo, il Mim ha scelto di non incrementare i fondi complessivi, preferendo tagliare la quota spettante al singolo lavoratore. In questo modo – sottolinea Fracassi – l’estensione di un diritto è stata di fatto posta a carico del personale stesso”.
La Cgil non approva nemmeno lo stanziamento fatto per il comodato: “Il decreto prevede 200 milioni di euro (fondi Pon) in favore degli istituti per l’acquisto di dotazioni tecnologiche, come Pc e tablet, da destinare ai docenti in comodato d’uso. Una misura che non compensa il venir meno di una dotazione finanziaria individuale e flessibile sulla quale il personale, in questi anni, aveva fatto affidamento per la propria formazione e per la propria attività professionale”.
A cantar vittoria è, invece, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana: “Questo è il simbolo delle battaglie che da sempre portiamo avanti e che non lasciamo irrisolte. Come immaginavamo essendo aumentata la platea dei beneficiari, l’importo del bonus è diminuito ma molti fondi strutturali europei andranno alle scuole per la formazione e per l’acquisto di pc e tablet che potranno essere, come noi da tempo richiediamo, affidati in comodato d’uso. I nostri numerosi appelli al governo finalmente sono stati ascoltati”.
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