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Antonello da Messina all’asta: Sotheby’s mette in vendita un doppio capolavoro rinascimentale

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Ancora qualche giorno di attesa, e poi sarà bagarre per aggiudicarsi una delle più ambite opere rinascimentali. Infatti, nella giornata di mercoledì 4 febbraio, a New York, verrà messo all’incanto da Sotheby’s un doppio (e raro) capolavoro di Antonello da Messina, uno dei più illustri pittori italiani del XV secolo.

L’opera, realizzata intorno ai primi anni Sessanta del Quattrocento a Messina, ha una stima di 10-15 milioni di dollari, e unisce un ritratto intensamente umano del Cristo sofferente nella scena dell’Ecce Homo e una raffinata visione di San Girolamo nel deserto sul retro, inserita in un paesaggio poetico e suggestivo di rocce e specchi d’acqua.

Entrando più nei dettagli della tavola, sul recto (il lato anteriore) si dispiega l’Ecce Homo, uno dei temi più intensi e ricorrenti nella carriera dell’artista. Cristo è presentato come “uomo”, appunto, prima ancora che come figura divina. Giovane, ma vulnerabile, con il corpo che sembra sussultare sotto il peso della sofferenza.

Le gocce di sangue solcano il volto e il petto, la corda stringe il collo, la corona di spine grava sulla testa. Non c’è idealizzazione, ma una dolorosa e inquieta immediatezza. Lo sguardo, calmo e diretto, incontra quello dello spettatore oltre un parapetto di pietra inciso con la scritta “INRI” (Gesù nazareno re dei giudei), un espediente che richiama la pittura fiamminga ma che Antonello da Messina trasforma in qualcosa di radicalmente nuovo.

Sul verso (il lato posteriore) del dipinto, invece, quasi come una meditazione silenziosa che risponde al dolore del fronte, compare “San Girolamo nel deserto”. Il santo è inginocchiato davanti a un libro aperto e a un calamaio, chiaro riferimento alla traduzione della Bibbia in latino, la Vulgata.

Attorno a lui si estende un paesaggio sorprendentemente vasto e poetico, composto da scogliere frastagliate e cespugli radi, con uno specchio d’acqua che riflette con delicatezza luci e ombre. È un mondo contemplativo, reso con una raffinatezza che stupisce per le dimensioni intime del supporto. 

Il dipinto è particolarmente pregiato per almeno due ragioni. Innanzitutto, è il primo Ecce Homo realizzato da Antonello e l’unico lavoro su tavola eseguito dall’artista su entrambi i lati. Tutte le altre versioni del soggetto, presenti al Metropolitan Museum di New York, alla National Gallery di Londra, al Louvre di Parigi, a Palazzo Spinola a Genova e al Collegio Alberoni di Piacenza, sono conservate in istituzioni pubbliche, sottraendo di fatto il tema al collezionismo privato.

Inoltre, si tratta di un’opera dalla lunga bibliografia e dalla densa storia espositiva, con un ultimo aggiornamento nel 2019, in occasione della mostra su Antonello da Messina tenutasi nella straordinaria e suggestiva cornice del Palazzo Reale di Milano.

Christopher Apostle, responsabile internazionale della divisione Old Masters di Sotheby’s, ha dichiarato: “Antonello è un artista quasi leggendario, e i suoi dipinti sono eccezionalmente rari”.

Ha poi aggiunto: “La comparsa di un’opera come questa rappresenta un evento straordinario per il mercato. E nell’Ecce Homo troviamo una sottigliezza meravigliosa: non un ritratto idealizzato, ma una persona reale, giovane, vulnerabile e profondamente umana”.

Insomma, la presenza di un’opera italiana nella prossima asta di Sotheby’s certifica il valore assoluto di molteplici artisti del Bel Paese, capaci di combinare estro, talento e raffinatezza all’interno dell’immenso mondo dell’arte.

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