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“Da solo tra gli incappucciati. Mi sono protetto la testa, poi il dolore terribile alla coscia”: il racconto del poliziotto ferito negli scontri a Torino

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“Ho provato a proteggermi la testa, poi ho sentito un dolore terribile alla coscia“. In quel momento, una martellata lo aveva colpito sulla gamba sinistra, mentre era a terra circondato dal gruppo più violento degli attivisti autonomi e anarchici che sabato sera hanno scatenato una guerriglia urbana a Torino, dopo il corteo per Askatasuna. Si chiama Alessandro Calista il poliziotto pestato dai manifestanti mentre era terra: il video dell’aggressione subita è diventato il simbolo delle violenze che hanno devastato il capoluogo piemontese. Agente in servizio al Reparto mobile di Padova, è nato a Pescara e ha 29 anni, sposato con un figlio: ora si trova ricoverato all’ospedale Le Molinette, dove ha ricevuto oggi la visita di Giorgia Meloni. Non ha riportato feriti gravi, ma ha diversi traumi ed è sotto choc. “Ha bisogno di riposare”, sottolineano i sanitari che lo hanno in cura.

Dalla sua barella, Calista ha raccontato gli attimi dell’aggressione: “Mi sono ritrovato da solo tra gli incappucciati, non so quanti fossero, ma erano tanti, sono finito per terra, ho perso il casco mentre mi prendevano a calci”, le sue parole riportate da Repubblica e Corriere della Sera. Non si era neanche accorto di essere stato colpito con un martello: senza il casco, se quei colpi lo avessero raggiunto alla testa avrebbero potuto essere fatali. Poi è intervenuto un suo collega, tornato indietro una volta accortosi della situazione, che lo ha protetto con lo scudo. “Sto bene e vi ringrazio per la vicinanza, ho fatto solo il mio dovere”, conclude l’agente 29enne.

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