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Ciclismo, Tobias Lund Andresen fa sua la Cadel Evans Great Ocean Road Race. Zana e Busatto in top-10

C’è un filo rosso che lega le strade ondulate di Geelong all’inizio scintillante di stagione di Tobias Lund Andresen. Il giovane danese della Decathlon CMA CGM Team ha firmato la Cadel Evans Great Ocean Road Race, imponendosi al termine dei 182 chilometri di gara con partenza e arrivo nella città australiana, al culmine di una giornata intensa, selettiva e carica di significati.

La corsa si è decisa dove spesso accade: sulle rampe di Challambra Crescent, affrontate quattro volte nel finale. Proprio sull’ultima ascesa, l’azione promossa da Luke Plapp e dal campione uscente Mauro Schmid ha scremato il gruppo, lasciando davanti una ventina di corridori. Un drappello ristretto, ma ancora ricco di velocisti, destinato a giocarsi tutto allo sprint.

Nel rettilineo conclusivo è stato Matthew Brennan (Visma | Lease a Bike) a lanciare per primo la volata, forse con un pizzico di anticipo. Andresen, freddo e lucido, ha saputo attendere il momento giusto: sfruttata la scia, ha cambiato ritmo negli ultimi metri, rimontando e superando Brennan per andare a prendersi una vittoria di grande prestigio. A completare il podio il giovane australiano Brady Gilmore (NSN Cycling), capace di precedere Schmid e di regalarsi il miglior risultato della carriera.

Subito ai piedi del podio proprio lo svizzero della Jayco AlUla, mentre tra i protagonisti di giornata vanno segnalati anche i corridori italiani: Filippo Zana, settimo con la Soudal Quick-Step, e Francesco Busatto, nono per l’Alpecin-Premier Tech, entrambi abili a inserirsi nel gruppo decisivo dopo aver superato indenni le difficoltà altimetriche del finale.

Prima che la corsa esplodesse sulle salite, la gara era stata animata da una lunga fuga iniziale con Vegard Stake Laengen, Julian Baudry e Oliver Peace, ripresi quando mancavano circa settanta chilometri al traguardo. Da lì in avanti, una sequenza di scatti e contrattacchi, tra cui anche un tentativo dell’italiano Edoardo Zambanini, ha acceso la corsa senza però produrre un vero strappo decisivo fino alle ultime tornate.

Per Andresen si tratta di una conferma importante dopo quanto di buono mostrato al Tour Down Under, dove aveva già assaggiato il successo. Un avvio di stagione da incorniciare, costruito con intelligenza tattica e una condizione già brillante. “Era lo scenario perfetto“, ha raccontato a fine gara nelle dichiarazioni riportate da Cyclingnews, spiegando come il lavoro della squadra e la gestione delle energie sulle prime salite siano stati determinanti per arrivare lucido allo sprint.