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Il derby Sinner-Darderi: il check-up sul fisico del n.2 e la statistica con i connazionali

Jannik Sinner contro Luciano Darderi, nei fatti, sarà più di un ottavo di finale Slam. All’atto pratico, in chiave italiana, è il secondo più importante incontro giocato tra due italiani nella storia, dopo il quarto Sinner-Musetti degli ultimi US Open (il campo è qui limitato al maschile: tra le donne, com’è noto, ci sono un Errani-Vinci di New York 2012, un Vinci-Pennetta di New York 2013 e la storica finale sempre tra loro due ancora a Flushing Meadows nel 2015).

Non c’è ombra di dubbio circa il fatto che la collocazione scelta per il match sia particolare: la Margaret Court Arena, il secondo campo per importanza (anche se la John Cain Arena, paradossalmente, è più capiente, ma Tennis Australia ha operato delle sue scelte diverse in materia di biglietteria). L’importanza di Sinner avrebbe suggerito la Rod Laver Arena, ma dall’altra parte ci sono le questioni che hanno visto Jannik combattere con un caldo tremendo contro l’americano Eliot Spizzirri. Il tutto anche se il lunedì, fortunatamente, prevede in ogni caso temperature meno folli.

MCA, dunque. E tutti saranno interessati a scoprire come starà Sinner, se e quanto si sarà ripreso dal giorno che è tra i più difficili della sua carriera a livello Slam. E sarà anche il giorno del suo primo confronto con un giocatore, Darderi, che è noto per non avere mai avuto alcun timore reverenziale nei confronti di nessuno, sia esso Alcaraz, Sinner o chiunque abbia dall’altra parte della rete. Ha dimostrato una grandissima condizione nella prima settimana, comprese vittorie non banali contro Baez e Khachanov per arrivare fino a questo punto. Ovviamente la sfida al numero 2 del mondo è di altro livello: si sa che sta allenando molto le variazioni di rovescio in preparazione, ma il vero conto è fronteggiare il fatto che Sinner sia sfiancante lungo lo scambio, non lasci un attimo di respiro.

E poi c’è una tra le statistiche più note della carriera di Sinner: tra circuito ATP e Slam (senza contare qualificazioni, Challenger e ITF) il conteggio contro gli italiani è infatti di 17-0. In pratica, ancora deve trovare quello che lo sconfiggerà in un confronto con qualcuno che parla anch’egli la lingua di Dante. Resta da scoprire come Darderi potrà adattarsi alla prima volta contro un tennis del tipo di Sinner. Dal canto suo, il 2002 di Villa Gesell può mettere la tanta intensità già vista nei giorni scorsi per provare ad andare ancora più avanti.

Il vincitore se la vedrà con uno tra Ben Shelton e Casper Ruud, e tanto basta per capire che la parte bassa, a tutti gli effetti, ha riunito giocatori in forma, di grande valore, in cerca di affermazione definitiva o con ambizioni importanti. Il senso della seconda settimana, del resto, è questo: aumentano le difficoltà, e bisogna farsi trovare pronti. In questo, ormai, Sinner è diventato un maestro.