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Australian Open, il violino di Djokovic suona la sinfonia n. 400 negli Slam: battuto Van de Zandschulp

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[4] N. Djokovic b. B. Van de Zandschulp 6-3 6-4 7-6(4)

Il violino suona la sinfonia numero 400 negli Slam. Basterebbe questo dato a far impallidire le statistiche, ma i numeri di Novak Djokovic non sembrano essere in arresto nel breve periodo, continuando ad essere un esempio per le nuove generazioni. Nella propria sfida di terzo turno l’unica preoccupazione arriva dalla caviglia destra, la torsione non è limitante e il serbo si sbarazza in tre set di Botic Van de Zandschulp con il punteggio di 6-3 6-4 7-6(4) in due ore e quarantacinque minuti di gioco. L’olandese, al netto di alcuni errori, fornisce una prova generosa sin dai primi giochi della contesa, provando a sorprendere l’avversario con esito negativo. Nole vola agli ottavi dell’Australian Open, sensazione provata diciotto volte nella Melbourne che l’ha visto trionfare in ben dieci occasioni.

La prima palla break è fiamminga nell’arco del terzo game, ma Nole si salva e fa valere la regola più vecchia del tennis: break fallito, break subito. L’uomo di Belgrado vola 3-1 e conduce senza rischiare nulla sino al 6-3 con cui si porta 1-0. L’inerzia non cambia nel secondo set e per Van de Zandschulp piove sul bagnato lamentando un problema alla spalla che ne limita la potenza al servizio: conditio sine qua non per rimanere aggrappato al match.

Djokovic ne approfitta per strappare subito la battuta al rivale, si avvale di tre ace per confermare il break e salire 2-0. L’olandese annaspa ancora e dopo aver ceduto ancora il servizio, chiede un medical time out per avere un po’ di sollievo. I 3 minuti di pausa fanno calare l’asticella dell’attenzione del dieci volte vincitore di Melbourne che per gentile concessione rende al rivale uno dei due break di vantaggio. Regalo indolore per Nole che da lì in poi non sbaglia più e chiude 6-4, portandosi sul 2-0.

Come nel gioco del Monopoli, l’imprevisto sembra dietro l’angolo per Djokovic che nell’arco del quarto game, sotto 2-1, cade a terra con la caviglia destra soggetta a una singolare torsione che obbliga l’ingresso del fisioterapista. Sembra nulla di grave, abbondante fasciatura e rientro in campo. Nonostante l’ok dello staff medico, al rientro in campo il balcanico sbaglia una volée e apre la porta al numero 75 del ranking che prende in prestito uno dei colpi preferiti dell’avversario e, con una risposta laser vincente, si guadagna tre palle break. La testa di serie numero 4 rimedia alle prime due, ma con l’aiuto del nastro, Van de Zandschulp piazza la zampata del 3-1. L’olandese pecca di killer instinct, non riesce a scappare e subisce l’immediato ritorno di Nole.

Il match va on serve sino al dodicesimo game quando Djokovic serve per arrivare al tie break. Il numero 4 al mondo pasticcia e concede due set point che allungherebbero il match al quarto. Lo scenario non lo stuzzica, sale in cattedra e zittisce platealmente il pubblico di Melbourne portando il dito alla bocca. Nonostante due doppi falli commessi nel tie break, Novak è padrone del “tredicesimo game”, Van de Zandschulp non è perfetto con il rovescio e cede 7-3 dopo due ore e quarantacinque minuti di gioco.