Tra basket e tennis: come cambia e cambierà il Foro Italico di Roma
Nelle ultime settimane si sono succedute parecchie novità legate agli impianti del Foro Italico di Roma. Sono in particolare le novità legate all’area del tennis a fare notizia. In particolare, sono il Centrale e il (fu) Grand Stand i nodi della questione nella sede di quello che è uno dei nove Masters 1000 e dieci WTA 1000 della stagione tennistica.
Non sarà più, però, il tennis l’unico proprietario della zona. In verità, va detto che è già così da qualche lustro: il Centrale inaugurato nel 2010 ha spesso ospitato degli eventi di particolare rilievo musicale, nei più vari generi (dai concerti al Notre Dame de Paris fino a Ennio Morricone quando era ancora in vita). La sua vita, però, è prossima a una svolta perché, dopo gli Internazionali d’Italia 2026, saranno finalmente avviati i lavori per la copertura, cioè per quel tetto di cui si parlava incessantemente fin dall’apertura dell’impianto. Un progetto rimasto fermo per tanto, troppo tempo, e sbloccatosi solo in tempi recenti.
A causare lo sblocco non soltanto le aumentate necessità del tennis, ma anche quelle del basket. Come ha comunicato la FIP nel suo Consiglio Federale di giovedì 22, “i vertici di Sport e Salute […] hanno anche confermato che i lavori per la copertura dello “Stadio Centrale del Tennis” al Foro Italico di Roma avranno inizio dopo la conclusione dell’edizione 2026 degli Internazionali d’Italia di tennis. L’impianto avrà una capienza di 13.500 posti nella configurazione pallacanestro“. La ragione è una sola: Roma è tra le città interessate dal progetto di NBA Europe, in partenza nel 2027, secondo i piani della lega professionistica americana, e con la Capitale che sarà protagonista con un team nuovo di zecca, anche se finora non si conoscono i dettagli del progetto in essere.
Per quanto riguarda invece il Grand Stand, abbiamo detto che fu. Questo perché, da alcune settimane, chi passa per l’area del Foro Italico può facilmente constatare che, molto semplicemente, quel campo non c’è più. Costruito nel 2011 e da allora più spesso secondo che terzo campo per importanza, il campo è arrivato ad avere fino a 6300 posti nella sua versione più capiente. Adesso è stato integralmente smontato e viaggia verso Palermo, nel più ampio ambito di un’opera di riqualificazione del territorio. La struttura verrà riutilizzata per eventi sportivi, concerti e possibilità di connettere i giovani della città; la spesa è di circa 6,4 milioni di euro, con obbligo di completare l’opera entro il 31 dicembre. Il posizionamento esatto: Viale Diana, Parco della Favorita, che poi è fondamentalmente nelle vicinanze di quello che è già un polo sportivo.
E il Foro? Con l’esperimento dei campi interni allo Stadio dei Marmi riuscito, a questo punto il secondo campo appare destinato al trasferimento nella zona dello Stadio del Nuoto, che è di fianco al Centrale (una zona ben diversa da quella antistante i campi 1-6, dove si trovava in precedenza il Grand Stand). In sostanza, siamo pronti a vedere una versione dello storico impianto capitolino per buona misura diversa da quella cui ci eravamo abituati.
