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Australian Open, le origini calabresi e il college: chi è Spizzirri, il prossimo avversario di Sinner

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Eliot Spizzirri è alla prima esperienza al terzo turno di uno Slam. Jannik Sinner, suo prossimo avversario e campione dell’Australian Open nel 2024 e nel 2025, giocherà invece il suo 19esimo terzo turno in un Major. I pronostici di questa partita sono molto severi con il 24enne statunitense, che secondo le quote partirà quasi già sconfitto. Non prima delle 2 di notte di sabato 24 gennaio, però, Spizzirri proverà a scardinare le certezze del numero 2 del mondo sulla Rod Laver Arena. Sarà il primo confronto diretto tra i due, con l’azzurro che al terzo turno degli Slam non ha ancora mai perso in carriera.

La vittoria in quattro set su un poco allenato Joao Fonseca e quella al parziale decisivo contro Yibing Wu – dopo essersi fatto rimontare da 2 set a 0 e aver chiuso la pratica in circa quattro ore -, hanno regalato all’85esimo tennista in classifica il best ranking virtuale alla piazza numero 71 nella graduatoria mondiale, lui che è cresciuto giocando sull’amato cemento americano ‘sfiammando’ dritti (suo colpo prediletto) a destra e a manca. Tra le varie passioni coltivate nel tempo – il golf, il ping pong e la pesca – Spizzirri ha preferito il tennis sin da quando era bambino. Ora si giocherà un posto agli ottavi di finale dell’Australian Open, sul campo più importante di Melbourne Park, contro il bicampione uscente, con cui condivide l’anno di nascita ma non solo. Andiamo quindi a scoprire di più riguardo a questo tennista e al percorso che lo ha portato a esibirsi in uno dei più grandi palcoscenici del mondo.

Le origini calabresi e l’allenamento con Federer

Eliot Spizzirri nasce il 23 dicembre 2001 a Greenwich, in Connecticut, da una famiglia di origini calabresi. Il piccolo Eliot prende in mano la racchetta per la prima volta a cinque anni e se ne innamora all’istante. A otto anni inizia a farsi seguire da Patrick Hirscht, la guida che lo accompagnerà per tutto il suo percorso fino a diventare un tennista professionista (e che lo allena tutt’ora).

Le prime esperienze internazionali risalgono al 2018 e al 2019, periodo nel quale l’americano si allena spesso al National Tennis Center a Flushing Meadows. Nel 2019 a Spizzirri capita l’occasione della vita: fare da sparring a Roger Federer, suo idolo, allo US Open. Questa esperienza gli regala un tocco magico che gli permette, qualche giorno dopo, di vincere il titolo di doppio nella categoria juniores insieme a Tyler Zink. Nel 2020 decide di iscriversi al college a Austin, in Texas, dove perfeziona il suo tennis che lo porterà tempo dopo a vincere il premio come miglior giocatore dell’anno al college sia nel 2023 che nel 2024. Ma procediamo un passo alla volta.

Il college e il percorso fino alla top 100

In concomitanza con il college Spizzirri comincia a farsi notare nei pochi tornei internazionali a cui prende parte. Nel 2021 vince un M25, ottiene una wild card per le qualificazioni dello US Open, dove passa un turno, e riesce così a entrare in top 700 mondiale. Decide però di dedicarsi agli studi e al tennis universitario. Torna perciò a ad affacciarsi sulla scena professionistica nell’estate 2023. Spinto dal fratello Nicholas, uno dei migliori giocatori di squash del Paese, Eliot comincia subito a farsi strada nei tornei a cui si iscrive.

Approda al turno decisivo nelle qualificazioni dello US Open e nell’estate del 2024, dopo aver terminato gli studi, raggiunge tre finali M25 vincendone due. Quello per lui diventa presto il periodo delle prime volte nei main draw del circuito maggiore. Nello Slam di casa Eliot supera il tabellone cadetto battendo all’ultimo turno Joao Fonseca, poche settimane dopo si arrampica sino alla prima finale Challenger (che perde) e termina così la stagione tra i primi 250 del ranking.

In avvio di 2025 esce sconfitto da un altro ultimo atto in un Challenger, ma si rifà presto vincendone due nel corso della stagione, a San Diego e Jingshan. In totale raggiunge ben dieci volte le semifinali nei tornei del circuito minore e in estate decide di assumere Thomas Blake (fratello di James, ex numero 4 del mondo) all’interno del team, che va quindi ad affiancarsi a Hirscht, lo storico allenatore. A fine anno raggiunge l’ennesima finale Challenger, ma riesce anche a farsi strada in alcuni tabelloni di eventi ATP 250 partendo sempre dalle qualificazioni. A Bruxelles viene fermato ai quarti di finale da Felix Auger-Aliassime, mentre ad Atene è Nuno Borges a estrometterlo dal torneo. Ma Spizzirri sa che il meglio deve ancora arrivare. Chiusa la stagione in top 100, l’americano si prepara così a iniziare il nuovo anno con molta fiducia in tasca.

Un avvio di 2026 promettente

Pronti via e lo statunitense si issa sino ai quarti di finale nel 250 di Auckland. Qui perde in tre set contro Fabian Marozsan, ma vola a Melbourne con delle buonissime sensazioni. Il resto è storia recentissima. Contro Fonseca, al primo turno, mette a segno 41 vincenti (di cui 14 ace) e vince l’81% di punti con la prima di servizio. Nel match che lo vede opposto a Yibing Wu, invece, è costretto a giocare un po’ più sulla difensiva, ma rimanendo aggrappato al match riesce a spuntarla alla distanza.

Non lo conosco molto, ha affermato Sinner durante l’ultima conferenza stampa, riferendosi a Spizzirri. “Ovviamente l’ho visto giocare nelle ultime partite. È un giocatore molto aggressivo e di talento, ha continuato il tennista azzurro. Come detto, sarà Jannik il grande favorito nella sfida che giocheranno sabato. Eliot però proverà a fare del suo meglio nel suo primo confronto con un top 10. Non avrà quindi nulla da perdere. Il suo, in quel di Melbourne, l’ha già fatto. Qualunque cosa riuscirà a conquistare nel prossimo match sarà un bonus. Come (quasi) sempre accade, la pressione sarà tutta su Sinner.