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Deepfake porno su X, l’Ue avvisa Elon Musk: “Possibili divieti nel quadro della legge sull’Intelligenza artificiale”

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Dopo lo scandalo degli utenti social spogliati con Grok e rilanciati sulla piattaforma X di Elon Musk, l’Unione europea evoca la possibilità di mettere fuorilegge i deepfake sessuali nel quadro della legge sull’intelligenza artificiale. Grok è il software di Ia incorporato nel social network un tempo chiamato Twitter: in questo modo, diffondere le finte immagini di persone denudate (donne soprattutto) è facilissimo. “Il divieto di pratiche dannose nell’ambito dell’IA potrebbe essere rilevante per affrontare il problema dei deepfake sessuali non consensuali e del materiale pedopornografico. Dipende dal tipo di danno che causano”, ha spiegato la vice presidente della Commissione europea Henna Virkkunen intervenendo alla plenaria a Strasburgo.

L’esponente dei Popolari ha ricordato come la Commissione abbia inviato una richiesta di informazioni a X in merito a Grok, nel quadro dell’indagine avviata sulla piattaforma ai sensi della legge sui servizi digitali (Dsa). “Abbiamo ordinato alla piattaforma di conservare tutti i documenti e i dati interni ad essa relativi fino alla fine dell’anno. Stiamo ora esaminando in quale misura X possa in ogni caso violare il Dsa (Digital service act, ndr) e non esiteremo a intraprendere ulteriori azioni se le prove lo suggeriranno”. La piattaforma X non è l’unico strumento per “spogliare” chiunque e senza consenso: il codice sorgente dei cosiddetti “nudifyers” è open source, pubblico, sempre disponibile per creare nuovi strumenti.

Il caso era esploso all’inizio dell’anno: secondo Cnn, tra il 5 e il 6 gennaio almeno 6.700 foto con utenti denudati grazie a Grok sono apparse sul social network X, generando la reazione di diversi Paesi. Il Regno unito ha aperto un’indagine formale con l’Autorità di regolamentazione Ofcom; Malesia e Indonesia hanno bloccato la piattaforma. “Se non agiranno, lo faremo noi”, aveva sottolineato l’Ue, mentre nei giorni scorsi. Dal Garante Privacy italiano era partito un avvertimento “per rischio violazione dei diritti”. Perfino la madre di uno dei figli di Musk ha intentato una causa conto Grok per via di finte foto che la ritraevano nuda.

Musk era corso ai ripari limitando ai soli utenti a pagamento la possibilità di generare immagini deepfake pornografiche, ma all’Ue non basta. La limitazione “non cambia la nostra posizione di fondo. Che si tratti di abbonamenti a pagamento o gratuiti, non vogliamo vedere immagini di questo tipo”, aveva affermato l’Ue in una nota il 13 gennaio. Già una settimana prima l’Ue aveva ordinato a X di conservare l’intero fascicolo su Grok, con documenti e dati interni fino alla fine del 2026. Musk aveva accusato l’Europa di censurare X con l’alibi del deepfake. Ma “tracciare un parallelo tra la libertà di espressione e lo strumento di intelligenza artificiale che genera materiale pedopornografico è una pericolosa assurdità”, ha risposto il portavoce della Commissione Ue Thomas Regnier.

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