Kelany: “Certi magistrati non sono liberi e indipendenti. C’è chi mette l’ideologia davanti alla sicurezza”
Gli interventi di alcuni magistrati che “liberano” immigrarti irregolari dal profilo delinquenziale dall’Albania fanno indignare “perché mettono a rischio la sicurezza dei cittadini”. Non usa mezzi termini Sara Kelany, deputata e responsabile immigrazione di Fratelli d’Italia, in un’intervista al Tempo. “È inaccettabile. Cioè, per la difendere la propria ideologia tu, magistrato, metti a rischio la sicurezza nazionale? Perché siamo chiari: quei magistrati volevano bloccare il trattato Italia Albania. In realtà non c’era, nei loro provvedimenti, nessuna analisi dei singoli casi. Ma solo il desiderio di far naufragare una misura fortemente voluta dal centrodestra”.
Migranti, Kelany: certi magistrati mettono l’ideologia sopra la sicurezza
La notizia è presto data: ancora una volta la magistratura travalica le sue competenze arrivando a rispedire in Italia autentici delinquenti dal centro in Albania. “A leggere i loro curricula criminali fa davvero inorridire”, insiste Kelany che sottolinea il link tra la riforma della giustizia e il tema della sicurezza cittadina. “Una parte della nostra magistratura non è libera e indipendente come stabilito dalla nostra Costituzione. Il Csm risponde a logiche correntizie e ideologiche e spartisce le carriere e i disciplinari in base a scelte ben precise. Di fronte ad un magistrato che rimette in libertà un soggetto altamente pericoloso possibile che le valutazioni siano tutte positive? Credo sia normale dover rimettere ordine in un settore così importante”. Queste correnti – spiega la parlamentare – incidono da vicino sulla sicurezza urbana, perché anche quando i magistrati prendono decisioni discutibili non vengono mai sanzionati.
Una parte della magistratura non è libera e indipendente…
Gli esempi non mancano. “Ci sono una serie di associazioni nelle quali magistrati, avvocati e accademici elaborano veri e propri trattati, ad esempio sul tema migratorio, che poi vengono usati, paro paro, nei provvedimenti di alcuni giudici. Io trovo questa dinamica gravissima”. Su Hannoun, per il quale il tribunale del riesame ha confermato il carcere, sarebbe bastato leggere il suo profilo social. “Un soggetto pericoloso, sottovalutato dalla sinistra italiana. Una deputata dei 5Stelle ha fatto missioni estere con lui, nonostante noi l’avessimo avvertita”.
Va colpito chi pensa di mettere a ferro e a fuoco le nostre città
Focus sul nuovo decreto sicurezza che nei prossimi giorni sarà sul tavolo del Csm. Nessun dubbio per Kelany: “È necessario continuare a seguire il viatico di una stretta, che il governo Meloni sta dando, a chi pensa di poter mettere a ferro e a fuoco le nostre città. Noi veniamo da dieci annidi destrutturazione delle norme che regolano la sicurezza, per colpa della sinistra che ha valutato la richiesta dei cittadini italiani come un’errata percezione.
Noi siamo intervenuti e il calo del 3% dei reati e del 15% degli omicidi dimostra la bontà della nostra azione. Certo, c’è ancora molto da fare. Come ad esempio l’annoso problema dell’uso di lame e coltelli. È giusto proseguire su questa strada”.
L'articolo Kelany: “Certi magistrati non sono liberi e indipendenti. C’è chi mette l’ideologia davanti alla sicurezza” sembra essere il primo su Secolo d'Italia.
