Alto Canavese, il boom dei saldi non c’è e si guarda a nuove strategie insieme ai Distretti del commercio
Rivarolo Canavese
In Alto Canavese la situazione è simile a quella eporediese: il boom dei saldi non si vede da tempo, anche se alcuni settori vanno meglio di altri e lo spirito è comunque positivo. C’è ancora tempo per fare un bilancio. Partendo dal presupposto che le promozioni di oggi non sono più le vendite di occasione del passato, quando gli sconti iniziavano a fine febbraio e servivano a svuotare i magazzini dalle rimanenze, i commercianti di centri come Rivarolo Canavese e Castellamonte sono al lavoro per concordare con le amministrazioni comunali, nell’ambito dei Distretti del commercio, nuove strategie per far fronte alle critiche situazioni di oggi.
Lo spiega bene Carlo Tesolin, presidente dell’associazione Arte & Commercio di Castellamonte e titolare del negozio di abbigliamento Carlito’s Jeans: «Da qualche anno è stata presa la decisione di far iniziare i saldi sempre prima, questa volta a soli 8 giorni dal Natale. La soluzione ormai è quella di far partire gli sconti già prima delle feste, perché come sono strutturati oggi non hanno più senso di esistere. A gennaio, inoltre, la gente ha meno soldi a disposizione. Possiamo dire con certezza che si è lavorato di più a Natale, mentre i saldi hanno attirato clienti soltanto nei primissimi giorni».
Castellamonte è un centro vivace dal punto di vista commerciale, ma servono tutele: «Nel 2025 abbiamo avuto dieci aperture – continua Tesolin –. Al Comune chiediamo che vengano calmierati gli affitti dei negozi sfitti, in modo da favorire altre aperture, e che poi vengano previsti degli sgravi sulle utenze come Imu o Tari, in modo da andare anche incontro ai giovani. Presto faremo una riunione con gli addetti del Comune e del Distretto del commercio per identificare nuove strategie».
Si ritiene necessario un discorso analogo anche a Rivarolo e lo specifica Antonella di Rienzo, di Mya abbigliamento: «I saldi sembrano già fermi, si lavora come in un mese normale e nel settore abbigliamento anche dicembre è stato un po’ sottotono. Pochi regali, soprattutto acquisti personali, a conferma di una tendenza già registrata lo scorso anno, da cui si denota che l’abbigliamento oggi riveste minore importanza. Rivarolo è un centro commerciale importante, ma oggi la gente risparmia e probabilmente spende per altri interessi. Per questo motivo è importante che i fondi messi a disposizione dal Distretto del commercio possano essere utilizzati dai negozianti anche per le spese legate all’attività, dall’affitto all’Imu. Abbiamo chiesto un incontro al Comune per intervenire e agire per scongiurare il rischio di desertificazione». «Il boom dei saldi manca da qualche stagione – conferma Giulia Musso, dell’omonimo negozio di calzature e abbigliamento –. Si è tempestati di promozioni ogni giorno e così il commercio ne esce penalizzato. La seconda domenica del mese io e altri commercianti aderiamo all’apertura straordinaria e sarebbe bello se tutti fossero aperti, aumenterebbe il movimento generale. Ora aspettiamo le attività promosse dal Comune e dalle associazioni per la primavera: piacciono e attirano gente in città». «L’ultimo fine settimana abbiamo lavorato bene – spiega Massimo Testa, titolare del negozio di abbigliamento Class collection –. Il sabato è il giorno in cui c’è più movimento e anche l’apertura della seconda domenica del mese piace. Ora è presto per fare un bilancio dei saldi, ci sono ancora due mesi, ma da noi il 2 c’erano già clienti interessati, un segnale che fa ben sperare. Sicuramente molti clienti li aspettavano per poter risparmiare». L’afflusso di clienti per i saldi è abbastanza positivo anche da Redbox, di Fabrizio Giachetto: «Per il momento non ci si lamenta. Anche noi apriamo la seconda domenica del mese, ma siamo ancora in pochi. Sarebbe bello se aprissero tutti e se l’iniziativa venisse pubblicizzata maggiormente».
Esordio positivo per la profumeria Naima Sinatra, che ha aperto in corso Torino il 27 novembre: «Non possiamo fare paragoni avendo aperto da poco, ma dipende dalle giornate – spiega la responsabile Anna Pantone –. Si tratta di una riapertura richiesta a gran voce da molte clienti, con cui c’è un rapporto stretto, forte, empatico. Dal 2009 al 2016 il negozio si trovava all’Urban center. Non vendiamo soltanto prodotti per la cura di se stessi, ma da esperte visagiste proponiamo anche corsi di trucco personalizzato e abbiamo in mente tante iniziative dedicate, da eventi particolari come una sfilata a percorsi pensati per donne che sono anche pazienti oncologiche. In centro città a Rivarolo mancava un negozio di questo tipo e possiamo dire di aver riacquistato le clienti di un tempo. Il lavoro è cambiato, ma c’è un bel giro di clientela e soprattutto sotto Natale abbiamo lavorato molto». —
