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Australian Open: Paolini senza storia, Sansnovich non pervenuta

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[7] J. Paolini b. [Q] A. Sasnovich 6-1 6-2

Le sette vittorie con cui arrivava a questo incontro Aliaksandra Sasnovich, con le quali superate sia a Brisbane che a Melbourne, facevano presagire che quantomeno una partita ci sarebbe stata e invece così non è stato. 36 gratuiti, quasi una media di tre non forzati a game, per la bielorussa sconfitta dopo un dominio senza storia di Jasmine Paolini. 6-1 6-2 in un’ora e dieci minuti di gioco per l’azzurra, che adesso avrà la vincente di Frech-Erjavec.

I precedenti vedevano avanti la bielorussa, che vinse con un netto 6-0 6-2 a Palermo 2020 – troppo datato per avere una valenza. La tennista toscana continua la sua striscia di successi nei primi turni Slam, nove vittorie e zero sconfitte da inizio 2024. L’ultimo KO in un Major contro una giocatrice fuori dalle prime 100 al Roland Garros 2023 per mano di Danilovic. Decima sconfitta consecutiva invece per la nativa di Minsk contro Top 10, lei che in questo avvio di 2026 aveva colto anche affermazioni importanti come quelle su Tauson e Blinkova.

Primo Set: Sasnovich non entra in partita, Paolini rifila un dominante grissino

Jasmine ha il grandissimo onore di inaugurare la Rod Laver Arena, nel primissimo match di quest’edizione. A lanciare la consueta monetina per il sorteggio, è un’autentica leggenda del tennis australiano: Mark Edmondson, l’ultimo tennista aussie a trionfare nello slam casalingo, correva il 4 gennaio del 1976 quando partì da n°212 al mondo e arrivò fino al successo battendo in finale John Newcombe. Inizio piuttosto rigido per entrambe, con i primi quattro punti della partita che vedono altrettanti errori di misura. Paolini, in particolare, sbagliando diverse soluzioni in lunghezza – specialmente sulla diagonale sinistra – concede subito palla break. L’azzurra però ritrova in tempo la giusta profondità di gittata e dal 30-40 non offre più alcun cadeau.

La temperatura dei colpi toscani lentamente comincia a crescere, così come la consistenza del suo gioco che assieme ad una qualità della risposta già di ottimo livello – aiutata dal primo doppio fallo bielorusso – manda Jas avanti di un break: poco dopo confermato, a zero, per il 3-0 “leggero”. Se la n°7 del mondo pian piano sembra salire di giri, non si può dire lo stesso per Sansnovich che in appena tre giochi ha già commesso 9 gratuiti. Dalla palla break cancellata, il parziale in favore dell’allieva di Errani recita 16 punti a 5 con la trentenne italiana che alla terza chance vola sul 4-0.

Paolini inizia a macinare anche alcune interessanti variazioni, alzando la parabola per poi riaccelerare nel colpo successivo e togliere tempo ad Aliaksandra che puntualmente sbaglia (il primo vincente lo ha centrato al ventiduesimo punto dell’incontro). In nemmeno cinque games, sono già 16 i non forzati della nativa di Minsk (5 quelli azzurri) con Jasmine che si distrae un attimo permettendo alla rivale di portarsi a trenta sul suo servizio per la seconda volta nel match ma questo non cambia la sostanza. Paolini sale 5-0, l’ex Top 30 WTA evita quantomeno il bagel ma non il grissino che è sfornato poco dopo: 6-1 azzurro in 27 minuti.

Secondo Set: la bielorussa continua a sbagliare troppo, Jasmine fa il suo e porta a casa il match

Se togliamo i primi tre errori non provocati ad inizio match, per il resto la sfida sta andando via liscia per l’azzurra. Sansovich infatti continua a fare più danni della grandine, sbagliando l’impossibile e rendendo in un certo senso finora quasi ingiudicabile la prestazione di Paolini. Il primo game del secondo set è il più lungo del match, dove almeno la bielorussa dimostra di riuscire a lottare: cancella un break point e alla terza occasione, si mette per la prima volta al comando.

Finalmente dopo una quarantina di minuti, la trentunenne qualificata pare essere entrata in partita. Tuttavia Jasmine, dopo un piccolo regalo a rete, rimonta dallo 0-30 e non dà il minimo appiglio alla rivale per crederci davvero. Con gli errori bielorussi che diminuiscono, si osserva qualche scambio più costruito ma non appena la toscana riesce ad alzare la traiettoria caricando bene con il topspin sul dritto di Sasnovich, Aliaksandra non riesce mai a controllare l’esecuzione.

E’ come se quasi consciamente, l’ex n°4 voglia disputare una seconda frazione un minimo più combattuta per trovare maggiore sensazioni, infatti non appena accelera nuovamente il gap tra le due diviene una voragine: il break italico giunge nel terzo game, alla sesta palla break azzurra nel match, dopo un’opportunità di game sprecata dalla n°102 del ranking. In men che non si dica, Paolini si prende un nuovo doppio break di vantaggio: l’avversaria è ormai rassegnata, 4-1 “Italia”. Il diritto bielorusso è troppo macchinoso per questi livelli. Ad un passo da un altro 6-1, nel settimo game Sansovich ha un sussulto di orgoglio: cancella tre match point – di cui i primi due consecutivi – e vince il terzo gioco della sua partita al termine di turno di servizio da oltre cinque minuti. Poco male per l’italiana che sigilla il passaggio del turno in battuta, convertendo il quarto match ball.