“Finiamola con questa favoletta della fidanzata innamorata. Tutti quelli che conoscono mio padre Vittorio Sgarbi, lo sanno. Lei non c’è mai stata. Amore solo di facciata per le cene di gala e per i rotocalchi”: la figlia Evelina su Sabrina Colle
Evelina Sgarbi è intervenuta nuovamente a “Verissimo“, ieri 11 gennaio, per commentare la decisione del Tribunale su Vittorio Sgarbi. Il giudice ha detto di no all’amministratore di sostegno, ma “ha ritenuto necessaria la perizia medica per valutare le capacità cognitive per gli atti di straordinaria amministrazione.
“La mia richiesta dell’amministratore di sostegno non è stata accolta, – ha affermato Evelina – ma c’è un ‘però’ che è comunque un passo avanti. Sono contenta, anche se sono perplessa per la scelta di nominare uno psicologo e non uno psichiatra o un team di medici. Secondo me non basta uno psicologo per valutare un quadro così complesso come quello di papà. Data la gravità della depressione e della sua situazione clinica complessiva sarebbe stato meglio un neuropsichiatra. Ci sarà anche il nostro perito di parte”.
E ancora: “La cosa incredibile è che l’avvocato di mio padre Rufolo ha fatto una richiesta assurda al giudice cioè quella di impedire a me e mio fratello Carlo di nominare un perito di parte e nel caso in cui ciò non fosse possibile comunque di non dare informazioni a noi e ai nostri avvocati e di secretare le cartelle cliniche”.
“Penso che se lasciassi cadere tutto me ne pentirei. – ha affermato – Io non voglio rassicurazioni da parte delle persone attorno a mio padre, ma voglio delle rassicurazioni mediche con delle cartelle cliniche a supporto. Cosa c’è di così grave e indicibile in quelle cartelle cliniche? Talmente potente che è necessario occultarle? Ad oggi io non ho chiara la situazione economica e patrimoniale. Né è questo il mio obiettivo. Tanto noi figli siamo comunque esclusi nella Fondazione che gestiscono loro. A questo punto però sia chiaro a tutti che da domani ci occuperemo della Fondazione e del patrimonio di mio padre con consulenti che metteremo al lavoro. E se questa iniziativa non sarà sufficiente, ci rivolgeremo alle autorità competenti per ottenere chiarezza. Per sapere a quale titolo queste persone si occupano degli interessi patrimoniali di mio padre”.
“Direttamente da mio padre non è venuta nessuna informazione. – ha poi aggiunto – Forse ha passato il Natale nel ferrarese o forse e’ in cura da qualche altra parte, visto che le finestre di casa sua a Roma erano tutte chiuse. Il giudice Scorza dice che non ci sia bisogno di un amministratore di sostegno però meglio fare una perizia medica per poter contrarre matrimonio e prendere altre decisioni che non rientrino nella gestione quotidiana. Quindi mi ha dato ragione sulle mie preoccupazioni: mio padre non è in grado di occuparsi dei suoi interessi e delle decisioni importanti che riguardano la sua vita”.
Una riflessione sulla compagna del critico d’arte, Sabrina Colle: “Finiamola con questa favoletta della fidanzata innamorata. Tutti quelli che conoscono mio padre lo sanno. Lei non c’è mai stata. Questo amore è solo di facciata per le cene di gala e per i rotocalchi. E tutti quelli che dicono il contrario mentono sapendo di mentire. Forse dal 2023 la Colle è stata un po’ più presente, ma prima non c’era mai accanto a lui. Solo sotto i riflettori su sua richiesta. Tanto è vero che mio padre presentava a tutta Italia un’altra fidanzata, per la quale provava vero amore. Adesso lui è debole fragile e plagiato, oggi può dire la qualunque. Potrebbe anche essere ricattato e quindi essere costretto a dire cose che non pensa solo per compiacere lei. Il matrimonio non si può fare oggi e non si potrà fare né domani e né mai”.
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