Strage di Crans-Montana, 25 sanitari per i primi giovani pazienti ricoverati al Niguarda: “Sono critici”
Dopo il devastante incendio al bar Le Constellation di Crans-Montana, che ha provocato la morte di almeno 47 persone, l’ospedale Niguarda di Milano ha accolto numerosi feriti, tra cui diversi ragazzi italiani, grazie a un potenziamento delle risorse nel suo Centro Ustioni, dove sono stati garantiti 16 posti letto, ben al di sopra della capacità abituale di 12 posti. Il direttore generale dell’ospedale, Alberto Zoli, ha spiegato che la struttura è riuscita a rispondere prontamente alla tragedia, offrendo ventilazione assistita anche per i pazienti più gravi.
A partire da giovedì alcuni feriti trasportabili sono arrivati al Niguarda: sono tutti residenti in Lombardia tra Milano e Como. Zoli ha sottolineato che la selezione dei pazienti non è stata fatta su base territoriale, ma esclusivamente in base alla stabilità delle loro condizioni, che ha permesso loro di essere trasportati in un centro di riferimento per le ustioni gravi come quello di Milano.
Filippo Galbiati, direttore della Medicina d’urgenza e Pronto Soccorso, ha aggiunto che i pazienti sono stati immediatamente sottoposti a medicazioni urgenti, e subito dopo è stato eseguito un approfondito esame per escludere traumi interni. Oltre 25 sanitari sono stati coinvolti nell’intervento, con tre equipe dedicate ai primi arrivi, una risposta che ha permesso di stabilizzare rapidamente i giovani pazienti. “Sono pazienti critici”, ha spiegato Galbiati, “e hanno bisogno di una valutazione immediata per capire l’estensione delle ustioni”.
L’arrivo dei pazienti in elisoccorso e l’attesa di nuovi trasferimenti
Intanto, nel pomeriggio, è atterrato un elisoccorso proveniente dalla Svizzera con a bordo un quindicenne che era stato ricoverato nell’ospedale di Berna. Le condizioni meteo, però, potrebbero ostacolare il trasporto degli altri tre ragazzi, che sono ancora in Svizzera. L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha confermato che si prevede il trasferimento di sette pazienti italiani presso il Niguarda, ma ha aggiunto che alcuni pazienti restano ancora in Svizzera, ricoverati negli ospedali di Zurigo e Berna, tra cui due giovani che risultano intubati e in condizioni critiche.
Monitoraggio costante e supporto alle famiglie
Sulla gestione dei pazienti ancora in Svizzera, Bertolaso ha precisato che sono stati tutti identificati, ma che sei di loro non possono ancora essere trasportati, in quanto le loro condizioni sono troppo gravi. “Siamo in attesa dell’ok dei medici svizzeri per il trasferimento”, ha spiegato Bertolaso, assicurando che un team di medici italiani sta monitorando costantemente la situazione. Nel frattempo, sono stati allestiti punti di supporto per le famiglie, che stanno ricevendo informazioni tempestive sull’evoluzione delle condizioni dei loro cari.
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