Croce rossa di Pavia, Serafini nuova presidente: «La fase critica è stata superata»
PAVIA. Si apre uno squarcio di sereno sul comitato di Pavia della Croce Rossa dopo mesi di tensioni per l’annuncio di possibili esuberi dipersonale per il venir meno di alcuni appalti, alcuni ritardi nel pagamento degli stipendi, e le dimissioni improvvise (alla fine di aprile) del presidente Danilo Chiesa.
Il Comitato di Pavia ha evitato il commissariamento e la nuova presidente facente funzioni è Stefania Serafini, già componente del comitato direttivo cittadino e quindi profonda conoscitrice sia della struttura che delle dinamiche interne al comitato.
Stefania Serafini, ieri mattina, è stata ricevuta dalla prefetta Francesca De Carlini: «Un incontro cordiale – spiega una nota della prefettura – che è stato occasione per rinsaldare le linee di proficua collaborazione con la Croce Rossa che da sempre costituisce un importante punto di riferimento sul territorio».
L’incarico è gli impegni
Stefania Serafini sarà presidente facente funzioni fino alle elezioni che si svolgeranno il prossimo autunno: nel frattempo, però, dovrà affrontare una serie di questioni aperte, a partire da quella del rischio esuberi che era stato annunciato dal suo predecessore Danilo Chiesa e confermato negli incontri che lo stesso chiesa aveva avuto con i sindacati. «Fortunatamente la questione esuberi a questo punto può considerarsi superata – tranquillizza Serafini –. Anche nei mesi sorsi, del resto, non avevamo mai fatto dei numeri su eventuali, ripeto eventuali, eccedenze di personale rispetto ai servizi che abbiamo sempre continuato a svolgere. Continuiamo a svolgere il nostro lavoro come abbiamo sempre fatto e come continueremo a fare». Serafini non si sbilancia oltre e spiega che anche se non ci sono ancora stati contatti formali, a breve incontrerà i sindacati. Sindacati che nelle scorse settimane avevano espresso forti preoccupazioni sulla tenuta occupazionale in Croce Rossa. In effetti, e la presidente lo conferma, il numero di dipendenti del comitato di Pavia è sceso a 43: «Ma si è trattato di uscire fisiologiche – spiega Serafini –. Persone che hanno cambiato lavoro come accade in qualsiasi realtà. Ribadisco che non esiste nessuna emergenza e che la vicenda dei potenziali esuberi è stata superata. Ora sono, tutti noi del comitato, siamo tutti, impegnati per offrire ai pavesi servizi sempre migliori».
Il nodo degli appalti
I problemi finanziari che erano stati evidenziati dall’ex presidente della Cri di Pavia Danilo Chiesa sono essenzialmente legati agli appalti per i trasporti sanitari. La Croce Rossa, infatti, oltre che dei trasporti in emergenza-urgenza per conto dell’Areu (il servizio, appunto, di emergenza urgenza regionale), si occupa di una serie di servizi e trasporti sanitari in convenzione con gli ospedali dell’Asst e le altre strutture sanitarie della città e del territorio. Trasporti di pazienti tra diverse sedi ospedaliere per effettuare esami specialistici o per cambi di ricovero, ad esempio, ma anche trasporti di malati cronici da casa verso strutture specialistiche per effettuare trattamenti come può essere la dialisi. Proprio il trasporto dei dializzati è uno dei servizi più onerosi che, secondo gli addetti ai lavori, potrebbe valere più di un milione di euro l’anno: se la convenzione non fosse rinnovata anche solo per questo tipo di servizio si creerebbero enormi problemi economici. Il tema, sottolineano da tempo i sindacati, è quello della privatizzazione dei servizi che, insieme all’obbligo di affidare gli appalti a chi offre la cifra più bassa rispettando i capitolati, ha messo in difficoltà (non da ora) la Croce Rossa così come moltissime altre Croci locali che da decenni lavorano con Areu, Asst e le altre strutture sanitarie. —
