Gli ingegneri sul nuovo ospedale di Ivrea: «Ribasso esagerato»
Ivrea
Per l’Ordine degli ingegneri di Torino in ballo ci sarebbe il futuro della Sanità in Piemonte. Sicuramente in Canavese. Tutto gira intorno ad una percentuale: 57,6%. È questo il ribasso che ha permesso al consorzio aostano Mythos di vincere l’appalto per la progettazione del nuovo ospedale di Ivrea. Un numero che non ha suscitato solo stupore, ma anche preoccupazione: «Un ribasso del genere è esagerato – tuona il professor Giuseppe Ferro, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Torino, parlando ai giornalisti – e ci obbliga a intervenire». La questione è stata segnalata dagli ingegneri di Aosta. E a Torino l’hanno presa sul serio chiedendo all’Asl/To4 tutta la documentazione relativa al bando.
A preoccupare Giuseppe Ferro, però, non è solo l’aspetto economico: «Abbiamo preso posizione su alcuni progetti. Tra questi quello di Ivrea. Preciso che non siamo contro il progetto. Questo deve essere chiaro, ci mancherebbe. Realizzare la progettazione con un risparmio così drastico rischia di compromettere la qualità dell’opera. Risparmiare oggi potrebbe voler dire pagare il doppio domani: con interventi di correzione e aggiustamenti che aggraverebbero ulteriormente i costi».
La sintesi del problema è la paura di una prassi tutta italiana: la corsa al ribasso più estremo, apparentemente vantaggiosa, spesso si traduce in edifici pubblici che non reggono la prova del tempo.
L’appalto in questione prevede un incarico da 5 milioni di euro, ma Mythos ha promesso di portarlo a termine per soli 2,2 milioni (3,1 includendo l’Iva). Una cifra che, se da un lato ha convinto la commissione esaminatrice per l’equilibrio tra risparmio e qualità tecnica, dall’altro accende il dibattito sulla sostenibilità di simili offerte.
«Non siamo un sindacato – ha precisato Ferro anche al Tg3 – non tuteliamo interessi particolari, ma la collettività. Ed è proprio per questo che non possiamo ignorare situazioni come questa. Una progettazione scadente non è un problema solo per chi la realizza: è un rischio per i cittadini, per il loro denaro e, soprattutto, per la loro salute».
Il nuovo ospedale, destinato a sorgere nell’area ex Montefibre, rientra tra le 11 strutture piemontesi per le quali il Ministero della Salute ha recentemente stanziato 600 milioni di euro, portando a oltre 2,2 miliardi i fondi complessivi del piano Inail per l’edilizia sanitaria. Un’iniezione di risorse che dovrebbe accelerare i lavori, ma che, alla luce di ribassi come questo, rischia di trasformarsi in un boomerang.
Le modifiche ai Codici dei contratti, introdotte quest’anno, mirano proprio a evitare ribassi così drastici. Tuttavia, l’appalto di Ivrea è stato affidato lo scorso 30 dicembre, scavalcando per un soffio le nuove normative. È un dettaglio che, in un contesto diverso, potrebbe sembrare irrilevante, ma che qui getta ombre sull’intero processo anche se dalla Regione si parla di «un passo avanti fondamentale» per il Piano di edilizia sanitaria.
