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Январь
2025

I poemetti del Porta in scena all’Out Off con due attori pavesi

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Dal 14 gennaio al 9 febbraio debutta al Teatro Out Off di Milano lo spettacolo El Marchionn e la Ninetta: Carlo Porta nel mondo degli ultimi, con i pavesi Elena Callegari e Mario Sala, la musica di Tommaso Di Pietro e la regiadi Lorenzo Loris.

La Ninetta del mercato e il Lamento di Melchiorre dalle gambe sbilenche raccontano la storia di due soprusi amorosi. Esprimono il rammarico per aver perso l’illusoria felicità, ingenuamente malriposta, nei confronti di un giovane e di una donna ammaliatrice: rispettivamente el Pepp e la Tetton. Il più celebre poemetto del Porta racconta le disavventure di Ninetta, una pescivendola che lavora al mercato comunale e viene raggirata da un giovane privo di scrupoli. L’altra poesia presenta invece Melchiorre, un ciabattino sciancato, suonatore di mandolino, che incontra in una balera popolare una ragazza di facili costumi, la Tetton, la quale, con la complicità della madre, si fa sposare per nascondere il frutto delle sue impudiche relazioni. Marchionn verrà infine abbandonato senza soldi e con un bimbo tra le braccia.

I personaggi del Porta, si muovono in una vecchia Milano brulicante di suoni, odori, miserie. Figure ai margini, dimenticate, che l’umorismo, la pietà e l’amore del Porta per la sua “gente” ci riporta però alla memoria.

Mario Sala (che quando cambia ruolo e assume le vesti del traduttore e scrittore per l’infanzia di cognome fa “Sala Gallini”) interpreta il Marchionn. «Mio padre cercava sempre di coinvolgermi nella lettura, quando ero bambino – racconta l’attore pavese – Mi leggeva Carlo Porta per strapparmi un sorriso anche se, in realtà, si trattava di storie drammatiche».

Elena Callegari, pavese, calca il palcoscenico dei teatri dal 1979 ma ha lavorato anche in tv (Carabinieri 3) e nel cinema: Puerto Escondido di Gabriele Salvatores nel 1992, Picnic in Gaza del 2011 di Philippe Khzarian e Miele di Valeria Golinonel 2013.

La questione linguistica

«I personaggi del Porta parlano un dialetto milanese di due secoli fa – spiega Mario Sala – e per capirlo oggi servono le note. C’è una traduzione molto colta di Dante Isella, meno facile da portare in scena. Patrizia Valduga ne ha fatta una più piana, sempre aderente al dettato ma con qualche libertà. Ed è uscito un lavoro che si pronuncia e si ascolta volentieri. Io ed Elena parleremo questa lingua mista ma non artificiosa. E’ un mix per rendere comprensibile il testo senza privarlo dei colori del suono delle parole».