Berrettini vola a Miami e si confessa: “So chi sono e ora mi godo davvero il tennis. Ho ritrovato quella mentalità”
Matteo Berrettini ritrova il sorriso e il suo tennis migliore. Il romano si qualifica per il terzo turno del Masters 1000 di Miami battendo in due set il numero 11 del mondo Alexander Bublik, sconfitto con un doppio 6-4 al termine di una prestazione solida e continua. Un successo importante non solo per il risultato, ma soprattutto per le sensazioni ritrovate, come raccontato dallo stesso azzurro al termine della partita.
“Conosco il mio valore in campo. So che tipo di giocatore sono. Ho solo bisogno di partite”, ha spiegato Berrettini, mettendo subito a fuoco il momento della sua carriera. La vittoria contro uno degli avversari più imprevedibili del circuito rappresenta un segnale incoraggiante, ma per il romano il dato più rilevante è un altro: “È una bella sensazione, mi rende felice perché mi godo il tempo che passo in campo ed è la cosa più importante per me”.
A Miami, dove lo scorso anno aveva raggiunto i quarti di finale, Berrettini sembra aver ritrovato quella leggerezza che negli ultimi mesi era venuta meno. “Finora ho avuto una carriera incredibile, migliore di quanto avessi mai sognato da bambino, ora è il momento di godermi davvero questo sport”, ha aggiunto, sottolineando il cambio di approccio mentale. Un ritorno alle origini che passa anche dal piacere puro del gioco: “Mi piace giocare qui davanti alla gente a Miami. Mi piace semplicemente giocare a tennis quando mi sento così, ed è per questo che è così speciale”.
Sul campo, la prestazione è stata di alto livello, costruita soprattutto grazie a un servizio molto efficace, con 17 ace messi a segno. Un fondamentale su cui il romano ha lavorato nelle ultime settimane: “Ho lavorato molto su questo nella pausa tra Indian Wells e Miami, per cercare di guadagnare un po’ di precisione e per ora sta pagando”. Anche le condizioni hanno fatto la loro parte: “Questi campi sono molto rapidi, rispetto a Indian Wells, e questo mi aiuta”.
Ma oltre agli aspetti tecnici, è l’atteggiamento a convincere. Berrettini ha mostrato solidità nei momenti chiave, annullando tutte le palle break concesse e colpendo con precisione nei giochi decisivi. “Ho sentito di aver giocato un gran match, e per battere Bublik devi giocare per forza bene. È un giocatore strano, ma molto molto forte”, ha spiegato. Poi il passaggio più significativo: “La cosa che veramente mi rende felice è che mi sono divertito nella lotta, nell’agonismo. Questo è quello che mi piace fare, e quando mi sento così è veramente una gioia”.
Un’emozione che, come ha ammesso lo stesso Berrettini, gli mancava: “Sono contento di vivere queste emozioni, questa atmosfera, perché mi mancavano e perché quando è così mi diverto”. Nel prossimo turno affronterà il monegasco Valentin Vacherot. Ma al di là dell’avversario, il segnale più importante arriva proprio dalle sensazioni: “A volte questo sport ti mette un po’ fretta nel voler tornare. Ma quando ero bambino non pensavo al ranking. Ho ritrovato quella mentalità, ed è per questo che adesso sorrido”.
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