Scoperto un allevamento abusivo a Favria, 50 cani sotto sequestro amministrativo
FAVRIA. Cinquanta cani sotto sequestro amministrativo in un allevamento non autorizzato a Favria: le segnalazioni si sono susseguite fino all’intervento della Polizia locale, avvenuto un mese fa, a cui è seguito quello del servizio veterinario dell’Asl/To4, che si sta occupando della profilassi dei cani. Gli animali, terminate le vaccinazioni, saranno tutti affidati alle associazioni di tutela del territorio, poi dopo il dissequestro saranno pronti per essere dati in adozione.
Il Comune di Favria aveva ricevuto alcune segnalazioni, arrivate da diverse associazioni che si dedicano alla tutela degli animali, di un possibile allevamento abusivo nel territorio comunale. Un mese fa la Polizia locale, coordinata dal comandante Ivan Ravalli, è quindi intervenuta per verificare la situazione, a cui è seguita la consulenza del servizio veterinario dell’azienda sanitaria. Sono tutti cani di piccola e media taglia i 50 esemplari che sono stati messi sotto sequestro e che nell’arco di qualche settimana saranno pronti per trovare una nuova casi. Si è deciso di procedere con il sequestro amministrativo dei cani perché fortunatamente sono risultati tutti essere in buone condizioni e su di essi non è stato riscontrato alcun tipo di maltrattamento da parte dei gestori dell’attività.
In questo arco di tempo, in cui gli animali sono rimasti in custodia nella medesima struttura anche se posti sotto sequestro, il servizio veterinario dell’Asl/To4, intervenuto su mandato del Comune di Favria, si è occupato delle vaccinazioni, prima tra tutte quella antirabbica, e sta continuando la profilassi. Molti dei cani, inoltre, risultavano essere senza microchip. «I cani stanno tutti bene – ha confermato anche il sindaco di Favria Vittorio Bellone –. Si tratta di un caso di abusivismo a causa della mancanza di alcune caratteristiche che avrebbero reso l’allevamento effettivo».
Il sopralluogo ha evidenziato che la struttura non rispettava alcuni requisiti previsti dalla normativa vigente per gli allevamenti di animali. Per avviare questo tipo di attività, infatti, l’attuale normativa della Regione Piemonte prevede che tra la documentazione ci sia anche la richiesta di autorizzazione per allevamento correlata dal curriculum vitae del responsabile dell'attività e dalla planimetria relativa alle caratteristiche dei locali e delle attrezzature.
Nel corso della prossima settimana alcuni dei cani presenti nell’allevamento saranno a mano a mano allontanati per essere poi suddivisi e dislocati tra le diverse associazioni del territorio.
Tra queste c’è, per esempio, il Canile di Caluso. «Nelle scorse settimane abbiamo appreso delle criticità legate ai cani trovati nell’allevamento abusivo di Favria – commenta il presidente Luciano Sardino –. Abbiamo dato, come sempre, la nostra disponibilità ad accoglierne alcuni, così come faranno altre associazioni del territorio. Saranno una decina i cani che arriveranno al Canile di Caluso. Di più, visto il recente arrivo di alcune cucciolate che cercano casa, non sarebbe stato possibile ospitarne. La legge prevede che in seguito a un sequestro amministrativo gli animali non possano essere dati direttamente in adozione, ma debbano prima passare un periodo accuditi da un ente o un’associazione per procedere con il dissequestro. Attendiamo i primi esemplari nel corso della prossima settimana».
Tra le razze allevate a Favria ci sono chihuahua e bassotti, che presto potranno trovare una nuova casa.
